40 cose che ho imparato in quarantena

Cose che ho imparato in quarantena: ragazza con la mascherina davanti al pc

Con questo articolo, probabilmente, mi inimicherò tante persone: 40 cose che ho imparato in quarantena? Ma come? Non ami vivere-VIAGGIARE-aperitivare? Che razza di travel blogger sei?

In questi due mesi, in effetti, mi sono resa conto che il mondo si è diviso in due (e quando mai?): gli insofferenti da una parte e i casalinghi dall’altra. I primi guardano con sospetto i secondi, attribuendogli addirittura la sindrome di Stoccolma. I secondi, nel frattempo, godono delle gioie domestiche, terrorizzati all’idea di tornare a ciò che era.

È un peccato che ci si divida anche in situazioni del genere, ma tant’è. Siccome devo pur collocarmi da qualche parte, mi definisco così: una viaggiatrice casalinga. Sapete che mi piacciono gli ossimori (avete letto il mio racconto sulla “single sposata“?).

Per farla breve: i viaggi rivestono un ruolo importantissimo nella mia vita. Ma non sono la mia vita. Capirlo è stato per me una fortuna.

Adesso, però, voglio parlarvi delle cose che ho imparato in quarantena.

Le prime 3 cose che ho imparato in quarantena

Cose che ho imparato in quarantena: libro con tazza e fiori
A casa

Partiamo con le prime 3 cose che ho imparato in quarantena. Quelle che mi vengono di pancia, immediate come un bicchier d’acqua dopo una camminata sotto il sole cocente.

Cose che ho imparato in quarantena: il movimento

Chi di voi non ha scaricato almeno una app per allenamenti casalinghi alzi la mano. Prima della quarantena, sapevo a malapena che ne esistesse qualcuna.

Non sono una sportiva e l’ora di educazione fisica è sempre stata una tortura per me. Negli anni, ho provato con la palestra, ma dopo un po’ mi annoiavo e mollavo. Ho tentato con la corsa, ma passati i due minuti mi ritrovavo con la lingua a terra. Insomma, un mix di incostanza e mancanza di voglia.

Mi ero quindi convinta che io e il movimento fisico, al di fuori del trekking (che ho sempre amato), non avremmo mai fatto amicizia. E invece… Invece ho cavalcato l’onda e ho cominciato anch’io a seguire un programma, che mi ha aiutata ad alleggerire la quarantena.

Cosa ho imparato quindi? Che non è mai troppo tardi. E che, per convincermi a fare sport, dovete chiudermi in una stanza.

Cose che ho imparato in quarantena: il tempo

Arte: l'orologio del Musèe d'Orsay
L’orologio del Musèe d’Orsay

Il tempo è un bene prezioso e nessuno avrebbe di che ridire. Eppure, tra le cose che ho imparato in quarantena, c’è il fatto che un conto è sapere le cose e un altro sentirle.

Avere più tempo a disposizione mi ha permesso non solo di modificare la mia routine, ma anche di rispolverare le mie antiche passioni. Per mesi, infatti, mi sono detta frasi come “prima o poi scriverò quell’articolo”, “va beh, poi si vede”, “un giorno lo farò”. La quotidianità è tiranna e pone, di fronte alle tue passioni, altre priorità. Ci si muove come asini attratti da una carota che non si riesce a raggiungere!

Avete mai provato ad attendere un minuto davanti al microonde senza capacitarvi della sua durata? Eppure, durante la normale quotidianità, le giornate volano. Com’è possibile?

Ecco, quel minuto davanti al microonde è il simbolo della quarantena: un tempo dilatato, che dilata anche le passioni. Nel mio caso, la scrittura.

Cose che ho imparato in quarantena: il rapporto con me stessa

10 cose da vedere in Sri Lanka: ragazza che osserva la rocca di Sigiriya da Pidurangala Rock
A Pidurangala Rock

Mi mancavo. Mi mancavo tanto. Tra le cose che ho imparato in quarantena, la più importante è il rapporto con me stessa.

Amo parlare con me. Talvolta lo faccio nel tragitto casa-lavoro, ma l’impegno per scansare i passanti mi distrae. Mi servono tempo e spazio.

Che sia attraverso la meditazione, la pura e semplice riflessione o la lettura, iniziare ad avere un rapporto serio con se stessi mi sembra una priorità da non rimandare. Si scoprono grotte buie e spelonche spaventose ma anche passaggi di luce e fiori pronti a sbocciare. Ma, tra le cose che ho imparato in quarantena, c’è proprio questa: non fuggire davanti alla prima difficoltà!

Altre 10 cose che ho imparato in quarantena

Segue una lista veloce, un fiume in piena che pressa per uscire.

  • La lentezza: sono slow, lo sono sempre stata. La fretta, tipica di quest’era e di questa zona di mondo, non fa per me.
  • Posso viaggiare con la mente e non devo drogarmi: mi bastano un libro, un buon film o una serie tv. E volo dall’altra parte del mondo. Ve ne ho già parlato in un altro articolo.
  • La gentilezza. Tra le cose che ho imparato in quarantena, la gentilezza è quella che mi è rimasta più impressa. La gentilezza di chi va a farti la spesa perché non puoi uscire o quella di chi ti rassicura mentre tu hai paura.
  • L’importanza di ricambiare. Ho imparato – vivendolo in prima persona – che non è solo bello, ma anche doveroso scambiarsi doni. Se il mondo mi dà qualcosa, da adesso voglio e devo dargli qualcosa anch’io (cosa che, comunque, posso fare a prescindere). Durante la quarantena, infatti, si è creato un circolo virtuoso tra ciò che ho ricevuto e ciò che ho dato. Una sensazione raramente provata durante la cosiddetta normalità.
  • La verità. In questi due mesi, siamo stati a contatto con noi stessi. Difficile mentire alla persona a noi più vicina, soprattutto se abbiamo vissuto questo periodo in solitaria. Guardarsi allo specchio fa male: emergono rancori, frustrazioni, dolori che, nella vita di tutti i giorni, escono “a sbuffo”. In solitudine puoi anche dare un calcio al divano, ma devi comunque rimanere a contatto con i tuoi sentimenti, senza poterli nascondere dietro al dover fare.
Cose che ho imparato in quarantena: Scultura di Metelkova
L’incontro con se stessi
  • Amo lavorare da casa e dico: viva lo smartworking. Tra le cose che ho imparato in quarantena c’è questa: da sola produco di più.
  • La pace. Il silenzio del mattino, interrotto solo dal canto degli uccelli. Nessuna macchina di sottofondo, niente motorini. Se, come me, si vive in una grande città, tutto questo è impagabile. Ho capito – vivendolo! – che il rumore mi danneggia e mi allontana da me stessa.
  • Cucinare. Amo farlo, preparare piatti buoni e sani per me e per le persone che mi stanno accanto. Niente schiscette per due mesi!
  • Prendermi cura di me. Non ho seguito alcuna “beauty routine” (che brutta espressione!). La mia routine di bellezza è sempre stata scarna: un po’ di crema idratante e di trucco e vestiti sempre colorati. Durante la quarantena ho semplicemente smesso un po’ di abitudini dannose, tutto qui. Un esempio? Il cibo spazzatura, che ora mi concedo con equilibrio.
  • Ho bisogno di stare da sola. Con buona pace degli estroversi. Susan Cain mi capirebbe e non mi tratterebbe da misantropa. Le persone introverse e ipersensibili (le due caratteristiche, spesso, coincidono) hanno bisogno di ricaricarsi in solitudine. Il che non esclude che abbiano rapporti umani: è che preferiscono la qualità alla quantità. Per me è così: non mi sono mai interessati né gli aperitivi né le uscitone. Al più, ogni tanto scattano delle affinità elettive, che io cerco sempre di trasformare in rapporti umani belli e profondi.

Altre 7 cose che ho imparato in quarantena

Cose che ho imparato in quarantena: donna in piedi di fronte all'isola di Santo Stefano
Io
  • Sono autonoma. Vi ho già parlato della mia esperienza con il Coronavirus. Tra le tante cose che ho imparato in quarantena c’è questa: me la cavo bene e me l’ero dimenticat0. Abbiamo tutti paura di rimanere da soli, chi più chi meno. Quando scopri che non puoi fare altro, però, o lotti o sprofondi. Io ce l’ho fatta e per me è una vittoria. Sapere di non dipendere dagli altri ma, semmai, di amarli, è una grande, immensa conquista.
  • So aiutare il prossimo. Un’altra consapevolezza che ho acquisito durante la quarantena. Prima ero io quella che pensava di avere bisogno. Oggi ho capito che sono in grado di combattere per chi amo.
  • So chiedere aiuto e ne sono felice. Nei momenti peggiori, l’ho fatto senza mendicare. Ho scoperto – nel senso letterale del termine – la mia fragilità. L’ho messa a nudo e il mondo mi ha ascoltata.
Occhio di giraffa in primo piano
La giraffa: fragile e bella
  • Amo le piante. Ma non mi ci sono mai dedicata. Sono passata spesso davanti al vivaista vicino casa mia senza mai fermarmi. Non so perché stia rimandando l’acquisto. So solo che ho capito di avere una particolare sensibilità per il verde e i fiori. Probabilmente voglio prendermi cura di una parte di me che ancora resiste…
  • Abbasso i programmi! Quando sento parlare di “wishlist”, programmi di viaggio e simili, mi viene la pelle d’oca ormai. Amo sognare, ma il fatto di non dover programmare quel viaggio ad agosto o quel ponte o quel weekend, paradossalmente, mi solleva. Voglio che la vita mi sorprenda.
  • Amo la casa (troppo?): è il mio nido, il luogo in cui mi raccolgo, fisicamente e mentalmente. Viaggiare rimarrà la mia passione numero 1, ma anche Ulisse, a un certo punto, sente il bisogno di accasciarsi sul divano tra le braccia di Penelope.
  • Tendo a procrastinare, soprattutto a livello creativo. Ho molti desideri in ambito artistico, ma è una vita che li metto da parte in attesa di? Come per le piante, sicuramente questo procrastinare ha un significato che voglio scoprire. Facendo.

Cose che ho imparato in quarantena: un’altra decina

Sri Lanka: 10 cose da vedere. Panorama verde di Ella
La natura intorno a Ella
  • Il mondo la pensa come me. Il cosiddetto distanziamento sociale ha permesso alla Terra di respirare: a Venezia è comparsa una medusa e gli animali si sono ripresi il proprio spazio. Vi pare poco? Amo la natura come non mai e vorrei disturbarla il meno possibile.
  • No all’egoismo: “torneremo a viaggiare” è il grido di un bambino cui è stato tolto un giocattolo. Voglio tornare a viaggiare, ma non voglio che le mie esigenze calpestino quelle altrui, mondo compreso, perché so che siamo in tanti a scalpitare mentre il cielo, gli alberi e il mare riprendono fiato.
  • A proposito di viaggi: meglio pochi ma buoni. Voglio che viaggiare, per me, non sia un riempitivo o una fuga da una vita insoddisfacente. I viaggi devono essere vita che si aggiunge alla vita.
  • Mandare luce, mandare amore… Non sono frasi new age. Sin dall’antichità ci si connette con gli altri e con Dio (comunque lo si intenda) attraverso riti e simboli. Perché rifiutiamo che la vita ha dei lati che non per forza sono comprensibili con la ragione? Questa è una delle più importanti cose che ho imparato in quarantena.
  • L’importanza della gratitudine. Altro concetto che spopola sulla rete da un po’. Non per questo dobbiamo sminuirne l’impatto su noi stessi e sugli altri. Provare gratitudine è una delle esperienze più intense e arricchenti che possiate fare.
Uomo che prega in un tempio indù
Pregare in un tempio indù
  • I ritmi occidentali sono sbagliati per la maggior parte delle persone. Non solo i ritmi: le vite. Ciò che rincorriamo, in tanti casi, è superfluo anche per noi stessi. Il problema è che non lo sappiamo. Ecco perché molti di quelli che pensavano che non avrebbero retto hanno paura di tornare al “prima”. Che in questo prima ci sia qualcosa che non va? Usiamo i prossimi mesi per capirlo e, soprattutto, per dircelo.
  • Finalmente scopriamo l’Italia. Sono anni che predico questa necessità. Che sia giunto il momento di amare il proprio Paese?
  • La salute è il bene più importante. Una frase che richiama i proverbi degli anziani e che, per nostra sfortuna, abbiamo capito essere profondamente vera proprio in questi mesi. Questa è probabilmente la prima delle cose che ho imparato in quarantena.
  • La libertà è un concetto relativo. Per alcuni coincide con il poter fare qualunque cosa. Per altri con la propria interiorità, con la libertà d’espressione e il riconoscimento delle proprie emozioni.
  • La resilienza. Un termine in voga per un periodo e oggi inviso a molti (ecco che fine fanno le mode…). Eppure questa parola spiega bene quanto stiamo vivendo. Siamo in grado di reggere gli urti della vita se sappiamo piegarci. Ribellarsi contro il destino serve a poco.

Cose che ho imparato in quarantena: le ultime (per ora)

Gatto al Testaccio
Un abitudinario gatto
  • Ho imparato che rinunciare alle abitudini fa bene alla salute mentale: bisogna sapersi modificare.
  • Ho imparato a fare di necessità virtù.
  • Ho imparato che la sofferenza del passato può diventare la forza del presente.
  • Ho imparato che non ho bisogno di molte cose, ma dell’essenziale. E che l’essenziale, da solo, pesa più di tante cose.
  • Ho imparato che i rapporti umani si nutrono di umanità e presenza spirituale, non solo di contatto fisico. Alcune relazioni sono più forti adesso di prima.
Cose che ho imparato in quarantena: free hug di fronte alla Basilica del Sacro Cuore
Free hugs in Montmartre
  • Ho imparato che non bisogna avere solo un piano A e un piano B, ma anche C, D ed E. Non si sa mai, di questi tempi…
  • Ho imparato che tante persone non sanno esprimere la propria bellezza nella quotidianità, ma che – in caso di necessità – esplodono come stelle.
  • Ho imparato che posso non essere iperattiva senza avere sensi di colpa. Ho dovuto aspettare la quarantena per legittimarmi.
  • Ho imparato a non avere aspettative, ché tanto la vita ti scompiglia i capelli.

#40: ho imparato che solo l’amore conta. E che l’amore non si nutre di esperienze da fare in capo al mondo, ma di gentilezza, gratitudine e cura. I viaggi – per quanto mi riguarda – possono aspettare.

 

Roberta Isceri

32 risposte

  1. Come sempre mi sono ritrovata nelle tue parole, forse perché, come te, sono un’introversa e questo periodo non mi ha reso una persona migliore ma mi ha riportato in contatto con me stessa senza troppo rumore di sottofondo

    1. Io credo che gli introversi abbiano tratto veramente beneficio da questo periodo. Ovviamente, con tutto il rispetto per quanto accaduto. Scindo le due cose, anche se sono connesse. La solitudine mi ha dato modo di riprendere in mano me stessa. E continuerò a farlo.

  2. Articolo bellissimo, pieno di cose importanti! Leggerlo è stato un po’ come far mente locale su quello a cui la quarantena (in qualsiasi forma ognuno di noi si è trovato a vivere) ci ha messi di fronte. Un elenco da conservare gelosamente e tirare fuori a giorni alterni, quando la noia oppure la frustrazione ci mettono i battoni fra le ruote. Bravissima!!!

  3. Quoto ogni tua parola. Anche io mi definirei una viaggiatrice casalinga. Adoro viaggiare e mi è mancato un sacco farlo ma, dall’altra parte, ho quasi paura all’idea di dover uscire di casa (venerdì torno in ufficio e la mia voglia è pari a zero, ho lavorato così bene da casa…). Mi sono goduta ogni singolo giorno passato in casa, ho fatto esercizi, yoga, letto tanti libri, guardato serie tv, mi sono rilassata

    1. Secondo me si può comunque trarre beneficio da quanto vissuto. Come ho scritto, bisogna capire cosa non va nella propria vita e, nei limiti del possibile, cambiarlo 🙂

  4. Posso dirti che la quarantena per me non è stata poi così pesante; solo adesso che siamo alla fine comincia a diventare un incubo. Speriamo che finisca prima possibile!

  5. Io credo che il tempo sia davvero la chiave di lettura di questo periodo così particolare. Il tempo ritrovato, meglio ancora, e la gioia delle piccole cose che prima ci sfuggivano letteralmente da sotto il naso. Come il profumo di una torta appena sfornata o un libro letto ad alta voce per i propri figli. Chissà se riusciremo a farlo sempre, anche una volta che l’emergenza sarà terminata!

  6. Ti capisco benissimo e concordo su tutto! Anche a me la quarantena ha fatto capire che il movimento è essenziale e sono riuscita a combattere la mia pigrizia, nonostante tutto. Mens sana in corpore sano!

  7. In molte tue parole mi son rivista. La gentilezza, lo slow Life, il preparare e mangiar bene e sano, le piante, il viaggiare con i libri. È stato un bell esperimento e credo che ognuno ne abbia giovato, con nuove cose, nuove passioni e nuova consapevolezza.

  8. Direi che con tutte queste cose che hai imparato allora non tutti i mali vengono per nuocere, dai. Io sono sicuramente diventata più consapevole di quanto mi piaccia il poter uscire come e quando ne ho voglia!

  9. Condivido diverse cose di quello che hai scritto. Anch’io ho avuto l’impressione di una polarizzazione tra amanti e odiatori della quarantena, e adoro che tu abbia detto che “torneremo a viaggiare” sembra la rassicurazione al bambino che non ha più il giocattolo. Qualcuno doveva dirlo! ???? Per me, che sono ancora in isolamento, e che sono introversa come te (proprio nel senso più autentico che dici tu, quello dell’aver bisogno di centrarsi verso se stessi per ricaricarsi e per produrre), questo periodo è fonte di belle opportunità. Idee, tempo, progetti. È giusto che finisca (non dico che ciò mi piaccia), ma non dobbiamo dimenticare queste lezioni.

  10. Ho fatto esattamente come te. Ho lasciato volar via le abitudine, modificando le giornate, il tempo e me stessa. Sono sempre stata votata al fitness, quindi mi sono concentrata su nuovi metodi e nuovi allenamenti, in più ho dedicato del tempo alla cucina, cosa che odio da sempre. Invece stare ai fornelli mi ha alleviato l’ansia, e ho scoperto che sono anche brava. L’unico dramma di questa quarantena è stata la pseudo didattica a distanza. Una croce vera e propria.

  11. Questa situazione ci ha segnati e anche un po’ cambiati. Anche io ho iniziato ad allenarmi assiduamente utilizzando app e video tutorial… spero di mantenere questo ritmo anche in futuro.

  12. Bellissimo articolo, e complimenti per tutte le cose che hai imparato, partendo dal movimento. Io non mi sono ripromessa di scaricare app su yoga, pilates, pilayoga… ma non ce l’ho fatta. Però ho “spolverato” il tapis roulant e ogni giorno cammino molto lentamente, per un’ora, leggendo e cercando di non cadere.
    Comunque a me è sempre piaciuto stare per conto mio perché da questo punto di vista non ho sofferto; quello che mi genera ansia, a partire dal primo giorno, è l’incertezza lavorativa, ma per questo non c’è cura e toccherà uscire là fuori e vedere cosa succede.

  13. Complimenti Roby sei riuscita davvero a trarre tutto il possibile da questa situazione assurda. Io invece ho imparato che forse lo stare a casa non mi pesa più di tanto, che amo ancora più profondamente il piccolo paesino in cui abito da sempre e che ho sempre usato il “rumore” della vita per coprire e ignorare ferite latenti che ancora non vanno via. Ho decisamente parlato di più con me stessa e spero che questo possa aiutarmi non solo per la mia persona ma anche e soprattutto nel rapportarmi con gli altri con ancora più gentilezza!

  14. Abbiamo imparato tutti tanto da questa quarantena, speriamo tutte queste cose non si concludano con la quarantena ma che continuino ad accompagnare la nostra vita, sono troppo importanti per dimenticarle!

  15. Non mi sono mai fermata a pensare alle cose che ho imparato durante questa quarantena. In molte in effetti mi ci ritrovo, altre mi hanno fatto riflettere, Proverò a stilare anche io una lista.

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