Isola Tiberina vista tra le fronde degli alberi
Trovare il mare sull’isola Tiberina! L’avresti mai pensato? Eppure in questo giorno di tardo sole e improvviso gelo novembrino, rincorri con lo sguardo i gabbiani dell’isola Tiberina.
Alcuni solitari, altri in compagnia, coi loro voli incorniciano questo scorcio di città così come t’appare dal Ponte Palatino. Raminghi forse anche loro, un po’ oggi come te.

 

Nel cielo, in alto a sinistra, volo di gabbiani diretti all'isola Tiberina
L’Isola Tiberina vista dal Ponte Palatino. Dei gabbiani in lontananza
Alla stregua dei piccioni, degli storni e da quest’anno dei chiassosi pappagalli verdi, sono anche loro considerati gli invasori della città.
Come efficaci interpreti di una pellicola di Alfred Hitchcock, coi loro voli sono sì in grado di macchiare il cielo, ma null’altro.
Bando alle claustrofobiche visioni, l’aggressività di questi ingombranti coinquilini in particolare – e di Roma in generale – si traduce in schiamazzi e al massimo in rischi di infezione. Oggi sorridi del loro ambiguo destino, di anime reali a 30 chilometri dal mare. Di più: oggi li cerchi. 

Fotografare gabbiani all’isola Tiberina

Passando per Lungotevere Dè Cenci, prima hai raggiunto le scalette che dal Ponte Fabricio – il Ponte dei Quattro Capi – conducono all’argine e da lì sei sceso.

Li hai sorpresi goffi a saltellare sulla riva prima che spiccassero il volo. Ecco dove nidificano, hai pensato quando con grida ti si sono diretti contro.

Raggiungi l’isola Tiberina passando dal Ponte Cestio, quello che si prende da Trastevere.
Sull’isola Tiberina, che la leggenda vuole originata dai covoni di grano mietuto nel vicino Campo Marzio e gettati lì in quel punto del letto del Tevere, nell’ora del tramonto sembra che i gabbiani si diano appuntamento. 

 

Gabbiani sul ponte Cestio, sopra l'isola Tiberina
Volo di gabbiani sul Ponte Cestio, visto dall’argine dell’Isola Tiberina

Con la notte, nuvole grosse avanzano.

Ti costringi a rientrare non prima però di un ultimo sguardo insù. Un’onda di storni si solleva e si deforma, riempie il cielo. Due, tre gabbiani vi si buttano dentro e quel che davvero succede lo puoi solo immaginare…

Per i tuoi occhi questa è incantevole e armoniosa una danza.

Roberta Isceri

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