Alla scoperta della Ciociaria: itinerario di 4 giorni

Se dico Ciociaria, cosa vi viene in mente? A me, nell’immediato, il capolavoro di Vittorio De Sica (La Ciociara).

A voi, forse, Nino Manfredi, il dialetto locale, la genuinità. Ma cos’altro è la Ciociaria? E dove si trova esattamente?

I suoi confini non sono netti, ma corrispondono ad alcuni territori a sud-est della capitale, al confine con Abruzzo e Molise. Anagni, Cassino, Fiuggi sono alcuni tra i comuni più conosciuti della zona.

È difficile raccontare una zona così ricca, sia da un punto di vista storico che turistico, ma proverò a farlo basandomi sui miei 4 giorni trascorsi in alcuni dei luoghi più belli della Ciociaria.

Itinerario ciociaro: primo giorno

Arrivo in Ciociaria con un bel sole che presto si tramuta in temporale. Una manciata di tuoni, tanta pioggia e, poco dopo, il sereno. Un meteo che preannuncia, in maniera simbolica, come saranno i prossimi giorni.

L’Abbazia di Montecassino

Viaggio in Ciociaria: uno dei chiostri dell'abbazia di Montecassino
Abbazia di Montecassino

Sicuramente un viaggio in Ciociaria non può prescindere dalla visita all’Abbazia di Montecassino, penso mentre la osservo dalla finestra del mio albergo, il Best Western Hotel Rocca – Cassino.

La bellezza dell’abbazia consiste soprattutto nella sua posizione: arroccata sull’acropoli dell’antica Casinum, invita chiunque l’adocchi da lontano.

San Benedetto la fondò nel 529 e qui dettò la sua Regula (“ora et labora”).

L’abbazia ha una storia difficile alle spalle. Venne infatti distrutta 4 volte: dai Longobardi, dai Saraceni, da un terremoto e dagli alleati durante la seconda guerra mondiale.

Non si direbbe, vista la sua candida monumentalità. In effetti, dopo la guerra venne ricostruita così com’era e oggi possiamo ammirarla in tutto il suo splendore.

Si attraversano ben 3 chiostri prima di arrivare alla basilica vera e propria, dove sono conservate le spoglie del santo fondatore e di Santa Scolastica, sua sorella.

L’ingresso (dalle 10:00 alle 18:30) è gratuito. Per accedere alla parte antica, rimasta miracolosamente intatta, bisogna invece prenotare una visita guidata: basta andare sul sito dell’abbazia.

Il biglietto di ingresso al museo è di € 5,00.

I luoghi della memoria

Ciociaria: cimitero militare del Commonwealth al tramonto
Cimitero militare del Commonwealth

Impossibile fare un viaggio in Ciociaria senza toccare con mano i luoghi della guerra.

L’abbazia di Montecassino non avrebbe subito una distruzione totale, il 15 febbraio 1944, se gli anglo-americani non avessero pensato che fosse occupata dai tedeschi, che invece mantennero la promessa di rispettarne la sacralità.

Per via dell’enorme sacrificio di soldati, Cassino e dintorni sono puntellati da sacrari militari, dove ogni anno avvengono cerimonie commemorative e pellegrinaggi da tutto il mondo.

Io ho visitato il cimitero militare polacco, nei pressi di Montecassino, e il cimitero militare del Commonwealth, sulla via per S. Angelo in Theodice.

Consiglio di vederli entrambi, sia per la loro struggente bellezza che, soprattutto, per ricordare un pezzo di storia troppo spesso dimenticato.

La Rocca Janula

La Rocca Janula di sera
La Rocca Janula

La vedrete da ogni parte: la Rocca Janula spicca decisamente per via della sua posizione su uno sperone roccioso. Del resto, venne costruita nel X secolo per difendere l’Abbazia di Montecassino, ma – come lei – ha subito diverse devastazioni nel corso della storia.

Oggi, restaurata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è un luogo e uno spazio sociale e culturale. Prossimamente riaprirà per ospitare diversi eventi e io vi suggerisco di andarci la sera: il panorama sulla Terra di San Benedetto è indimenticabile.

Dove mangiare

Cosa mangiare in Ciociaria: spaghetti spada e pomodorini
Spaghetti spada e pomodorini

Al Best Western Rocca Hotel Cassino, dove assaggiare la cucina cucina italiana e locale. Un ristorante adatto anche ai vegetariani e ai celiaci, parte di un hotel nato 40 anni fa per viaggi business e negli anni convertitosi felicemente a favore dei turisti.

Ad oggi, il personale organizza tour ad hoc per chiunque lo voglia. Se vi rivolgete ad Angela (Rossi), saprà darvi tutti i consigli possibili e immaginabili.

Dove bere

Mano che tiene un bicchiere di birra Montecassino con, sullo sfondo, la natura
Birra Montecassino

Se siete amanti della birra, presso la Birreria di Montecassino, a due passi dall’abbazia. Qui si può acquistare un prodotto che è figlio di una tradizione secolare, avviata dai monaci.

Siamo nell’Albaneta, una tenuta dove si coltiva l’orzo, successivamente lavorato con metodi naturali.

Viaggio in Ciociaria: secondo giorno

La Ciociaria è natura. Tanta natura.

Il colore preponderante è il verde: quello delle montagne e delle vallate attraversate da fiumi e torrenti.

La Ciociaria è sicuramente il luogo perfetto per godere della bellezza, dell’aria pulita e di tutto ciò che Madre Natura ci dona.

Il secondo giorno, quindi, parte bene: mi aspetta una passeggiata nei boschi.

La Valle di Comino

Il fiume Melfa nella Valle di Comino
Valle di Comino

Mi trovo nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ovviamente sul versante laziale. La giornata è splendida.

Ho due guide ambientali ad accompagnarmi in quella che sarà una passeggiata tra luci e ombre, acque limpide e alberi secolari.

Parto dall’antico Santuario della Madonna Nera di Canneto, in località Settefrati, e mi dirigo alla cascata Giovanni Paolo II, dove il papa si fermò a meditare nel 1985.

La parte che attraverso è lambita dal fiume Melfa e dominata da immense faggete, dove avvisto numerose arvicole rossastre, teneri topolini di montagna che guizzano da una tana all’altra.

Arrivata alla cascata, noto che è affiancata da una roccia, sulla quale si trova un libro in pietra: è una scultura che ricorda il passaggio di Papa Wojtyla.

Il parco chiede solo una cosa: rispetto reverenziale. Si tratta di un’area protetta dagli anni ’20 e dobbiamo ringraziare la sua istituzione se ancora esiste qualche esemplare di orso, oltre ad altre specie vegetali e animali.

Borghi d’Italia in Ciociaria

Risotto topinambur e salsiccia
Risotto da Osteria Ficcanaso

Dopo un lauto pranzo presso l’Osteria Ficcanaso di San Donato Val di Comino (assolutamente da provare il risotto topinambur e salsiccia e gli gnocchi con puntine di suino e gremolata), mi appresto a visitare il primo dei due borghi di oggi.

San Donato Val di Comino

Ciociaria: case di San Donato Val di Comino
Case di San Donato val di Comino

San Donato Val di Comino è bandiera arancione del Touring Club. Camminare tra i suoi vicoli in pietra non può lasciare indifferenti, soprattutto se si considerano le sue origini sannite (parliamo del V secolo a.C.!).

Situato nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è conosciuto come il il paese degli scalpellini, che hanno costruito e decorato case ed edifici di questo affascinante borgo.

Purtroppo non ho molto tempo a disposizione: mi aspetta un altro luogo perso nel tempo:

Atina

Vicolo colorato di Atina
Atina

Fa parte del circuito de “I borghi più belli d’Italia” e affonda le sue radici in tempi lontanissimi, testimoniati dai resti delle sue mura ciclopiche. La leggenda, però, vuole che Atina sia stata addirittura fondata dal dio Saturno.

Da non perdere:

  • il Palazzo Ducale, in stile gotico. All’interno sono conservati alcuni affreschi preziosi;
  • la cattedrale settecentesca di S. Maria Assunta;
  • il Museo Archeologico, che conserva reperti dalla preistoria all’epoca romana ed è tenuto magnificamente;
  • la cantina “La Ferriera”, specializzata in vini rossi della zona “Atina Cabernet DOC” e situata in quella che era, appunto, una ferriera, ossia uno stabilimento siderurgico.

Terzo giorno in Ciociaria

Anche il terzo giorno in Ciociaria è dedicato alla cultura, all’arte e all’enogastronomia.

La grande bellezza della piccola Veroli

Borghi della Ciociaria: piazza di Veroli
Veroli
C’ero stata nel 2015 e già allora mi colpì per la sua preziosità così poco conosciuta.
Anche Veroli è città antichissima.  Cinta da mura ciclopiche, conserva ricche testimonianze ovunque, pur se in uno spazio esiguo.
Da visitare la città sotterranea, di cui ho parlato in un articolo precedente.

L’abbazia di Casamari

L'abbazia di Casamari vista da dietro un arco a sesto acuto
Abbazia di Casamari

A pochi chilometri da Veroli si trova un altro gioiello ciociaro: l’Abbazia di Casamari.

Vi basti sapere che si tratta di uno degli esempi più importanti di architettura gotica cistercense. Per un tour emozionale, leggete il mio post di qualche anno fa.

Cultura ed enogastronomia ciociare

Prato della Cantina Cominium
Cantina Cominium

Un viaggio in Ciociaria non può non prevedere delle soste-relax, a contatto con il paesaggio e i sapori della zona.

Ecco perché mi fermo presso la Cantina Cominium, che più che una cantina è una casa circondata da un grande prato, dove si viene coccolati come ospiti d’onore.

Qui assaggio gli ottimi vini (il mio preferito è il Maturano bianco!), formaggi di capra, salumi locali e il meraviglioso olio, tutto prodotto dall’azienda.

Il luogo è idilliaco, puntellato da vigneti e attraversato da cavalli e biciclette, l’ideale per passare un pomeriggio bucolico. Il comune in cui è inserito è Alvito, che vado a visitare subito dopo, a pancia piena.

Alvito

Panorama dal castello di Alvito
Panorama dalla cima di Alvito

Cosa vedere in questo borgo? Sicuramente la rocca che lo sovrasta. O meglio, ciò che rimane della rocca, mirabilmente avvolta da erba e ginestre. Dall’alto si può godere di una vista magnifica.

Passeggio per le vie del centro storico ed entro a Palazzo Gallio (o Palazzo ducale), sede del comune. Il palazzo val bene una visita per vari motivi:

  • le bellissime sale, tra cui la stanza del Duca e l’ex sala del trono, oggi teatro comunale;
  • la mostra fotografica “Album di famiglia dei cittadini di Alvito” , di Ugo Samaritani. Rimango stupefatta di fronte ai ritratti di questo grande fotografo, che mise al centro delle sue opere i cittadini comuni di Alvito. I loro sguardi liquidi e i volti, quasi scolpiti nella pietra, testimoniano un’epoca che va dalla fine degli anni ’20 all’inizio degli anni ’40.

Picinisco

Ciociaria: scritta "Post phata resurgo" su una delle mura del castello
Picinisco

Concludo la giornata a Picinisco, minuscolo borgo dal panorama immenso. Un centro storico intatto, i gatti tranquilli che dormono tra le scale e le porte delle case e un castello che domina l’abitato.

Ma Picinisco è per me particolarmente speciale, perché nel borgo è ambientata parte del romanzo “La ragazza perduta”, di David Herbert Lawrence. Fu a Picinisco, infatti, che lo scrittore trovò ispirazione per completare la sua opera.

A testimoniarlo rimane una casa, che fa parte della Rete delle Dimore Storiche del Lazio: Lawrence soggiornò in questo luogo, che oggi è anche un ottimo ristorante.

Le sale sono arredate con mobili e oggetti dell’epoca: per me è il Paradiso!

Quarto giorno in Ciociaria

Castello di Pico visto dal basso
Pico

Se il giorno prima ho fatto turismo letterario a Picinisco, oggi lo faccio a Pico, ultimo borgo del mio viaggio in Ciociaria.

Pico non è un semplice borgo: il paese del P (così lo chiamava lo scrittore Tommaso Landolfi, nativo di Pico) è il primo Parco Letterario® di Ciociaria.

(…) Immaginate piuttosto un minuscolo paese, un borgo sperduto tra le montagne. Al tempo della mia storia io vivevo laggiù, e del resto (aggiunse sorridendo) è là che sono nato. (…).

Landolfi fu un prolifico scrittore e poeta e non è certo un caso se questo parco è stato inserito all’interno della rete di cui sopra, che raggruppa tutti quei luoghi in cui natura e letteratura vanno praticamente di pari passo.

Una degustazione presso la pizzeria Senza Nome di Simone Marsella e via, purtroppo si riparte.

La Ciociaria in due parole

Acropoli di Civitavecchia ad Arpino
Arpino [Immagine da Ciociariaturismo.it]
Ho scritto molto, ma non abbastanza: la Ciociaria non può essere raccontata in due parole. Ché lei è di racconti lunghi, lunghissimi che si nutre: i racconti della memoria.

I miei accompagnatori mi narrano la storia e le storie di questa zona d’Italia, non sono quelle legate alla guerra, ma anche all’emigrazione. Come non pensare al Nino Manfredi di “Pane e cioccolata”?

Molti ciociari emigrarono e alcuni di essi costruirono immense fortune grazie al loro sudore. Si pensi al fish & chips, piatto tipico di Gran Bretagna e Irlanda. Bene, pare che nel secondo dei due Paesi sia stato un certo Giuseppe Cervi da Picinisco a friggere per primo pesce e patate per i “nativi”.

Stessa cosa per i venditori di gelati, sempre in Irlanda: sarebbero stati i ciociari ad avviare quest’attività nel Paese anglosassone.

Insomma, storie di nascite e rinascite caratterizzano tutta la Ciociaria, una zona che non tutta l’Italia conosce davvero, ma che ha saputo farsi spazio nel mondo.

Ringraziamenti

Camera da letto del Best Western Hotel Rocca Cassino
Best Western Hotel Rocca Cassino

Il mio ringraziamento va a Best Western Italia e, in particolar modo, a Best Western Rocca Hotel Cassino, per aver organizzato un tour d’eccezione e per avermi fatto conoscere più a fondo la bellissima Ciociaria, dove consiglio a tutti di organizzare al più presto almeno un weekend.

L’hotel è accogliente, pulitissimo e dotato di tutti quei comfort che ci si aspetta durante un soggiorno con i fiocchi. A proposito di fiocchi: nel 2014, in occasione del 70° anniversario della battaglia di Montecassino, il principe Harry ha dormito qui 😉

 

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3 risposte

  1. E’ incredibile quanto sottovalutiamo i luoghi a noi vicini. io vivo a Roma e non ho ancora visitato questa meravigliosa zona. Devo proprio rimediare organizzerò un viaggetto prossimante tendendo a mente i tuoi consigli.

  2. Vivo a Roma da trent’anni e anch’io non ho visto niente di questi luoghi. Urge rimediare, anche perché tra un paio d’anni sarò costretta a tornare nei miei luoghi natii ????

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