72 ore a Napoli: cosa fare e vedere in un weekend

)Cosa fare in 72 ore a Napoli? Rispondo a questa domanda con un articolo che spero possa esservi utile, com’è stato utile a me raccogliere le idee sul meglio della città partenopea.

Partiamo da un assunto: 72 ore a Napoli equivalgono a un battito di ciglia. Occorre molto tempo per entrare nelle maglie del capoluogo campano. Il suo fermento, la ricchezza storico-artistica (si pensi che ha circa 500 chiese!), la gastronomia: non ce la si fa a rinchiudere Napoli in uno schema preciso.

Nemmeno io sono riuscita a fare tutto ciò che avrei voluto. Ma sapete una cosa? Meglio così. Detesto le cosiddette “to do list”, le tabelle di marcia e le giornate programmate e sono felice che Napoli abbia scombussolato i miei piani.

Quella che segue, quindi, è una guida un po’ anarchica, da prendere con le pinze e adattare ai propri gusti. Perché sappiatelo: Napoli non vi permetterà di fare troppo di testa vostra.

72 ore a Napoli: dire, fare, baciare

72 ore a Napoli: il Vesuvio visto da una terrazza
Il Vesuvio

Non aspettatevi una città a norma: Napoli non lo è. Se non siete disposti a farvi trascinare dalla folla, ad accogliere regole nuove e a rinunciare alle vostre, allora vi dico: non andateci.

Ché Napoli è la città dell’eleganza e degli assembramenti di persone senza mascherina, dei gentiluomini e dei motorini a tre persone (di cui almeno due senza casco).

Napoli è la città delle sfogliatelle e della sporcizia, di un lungomare di struggente bellezza e dei palazzi che cadono a pezzi.

Ma, soprattutto, Napoli è il capoluogo dei pregiudizi, gli unici compagni che non mi porto mai dietro quando sono in viaggio (ne ho sentite di tutti i colori e la mia anima giramondo si è rivoltata nel corpo).

72 ore a Napoli: primo giorno

72 ore a Napoli: vicolo con panni stesi
Vicolo napoletano

Mi sveglio di buon’ora e scelgo di fare colazione in un luogo quasi esotico, a due passi da Piazza del Plebiscito:

  • il Barrio Botanico, nel cortile di Palazzo Fondi (Via Medina, 24).

Brioche e cappuccino – servito in una tazza di porcellana – all’interno di un dehor che sembra catapultare i clienti tra le vie di Porto o di Lisbona.

Turismo lento: questa è la mia formula magica ogni volta che viaggio. Per cui, due passi in centro ed è subito pranzo. Dove andare?

  • Da Tandem, in Via Giovanni Paladino, 51.

Mai scelta fu più azzeccata: qui si può mangiare il vero ragù napoletano. Cosa ordino? Scialatielli (al ragù, ovviamente) e mozzarella di bufala. Addio!

A pancia piena, mi dirigo in Piazza San Domenico Maggiore, dominata dal monumentale obelisco di San Domenico. Mi siedo ad ammirarlo al:

  • San Domenico Cafè.

72 ore a Napoli: full immersion nell’arte

Facciata della Chiesa del Gesù Nuovo
Chiesa del Gesù Nuovo

A due passi da qui si trova uno dei più importanti musei della città:

Se avete in programma di passare 72 ore a Napoli, la visita alla cappella è imprescindibile. In teoria i biglietti andrebbero prenotati online, ma per fortuna riesco a comprarli in sede, trovando un turno disponibile.

All’interno di questo capolavoro di architettura e scultura, possiamo ammirare estasiati il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, la Pudicizia di Antonio Corradini e il Disinganno di Francesco Queirolo. Tre statue di soprannaturale bellezza (e non sono le uniche, solo le più importanti). All’interno non è possibile scattare fotografie.

Chiedete l’audioguida e godetevi le spiegazioni, a compendio di una pura emozione estetica.

Dopo questa esperienza, ho bisogno di tornare in mezzo al popolo e di visitare, per la prima volta, il Rione Sanità, famoso per i palazzi monumentali dello Spagnolo e Sanfelice, caratterizzati da scale a doppia rampa sormontate da arcate e stucchi in stile rococò.

Il primo si trova in Via Vergini 19, il secondo in Via Sanità, 2 e 6.

72 ore a Napoli: murales sulla facciata di un palazzo
Murales del Rione Sanità

Questo quartiere è conosciuto anche per altri motivi. Mi fermo di fronte al primo:

Vi prego, assaggiate il fiocco di neve, sorta di piccola brioche ripiena di panna, latte e altri ingredienti paradisiaci. Io mi sono sciolta.

Poco dopo, quasi senza volerlo, mi ritrovo a seguire le orme dell’attore degli attori, nato proprio nel quartiere. In Via Santa Maria Antesaecula, 110, si trova infatti:

  • la casa natale di Totò.

Non si può visitare all’interno, ma tanto basta. Poco più in là, all’incrocio con Salita Capodimonte, si trova il busto in bronzo dedicato al commediografo napoletano. Ma in tutto il rione (e anche altrove, in città) si trovano murales che lo ritraggono, da solo o insieme ad altri personaggi.

Io sono parte nopeo e parte napoletano – Totò

A proposito di murales: il Rione Sanità ne vanta di bellissimi. I migliori si trovano intorno alla splendida Basilica di Santa Maria della Sanità (che val bene una visita: qui si trovano anche le catacombe di San Gaudioso).

Uno su tutti: “L’abbraccio”, che celebra l’accoglienza sull’ascensore Sanità. Salendo, si arriva al ponte Maddalena Cerasuolo, da dove si può godere di una bella vista su tutto il quartiere.

72 ore a Napoli: secondo giorno

72 ore a Napoli: resti di Ercolano
Ercolano

Mi dirigo a Pompei, che voglio visitare da una vita. Non ho fatto i conti con la realtà: avrei dovuto prenotare il giorno prima, per via delle regole Covid.

Mi abbatto un po’, maledico la burocrazia (ci sono pochi turisti in questo momento) e vado a mangiare un’ottima pizza a:

Non mi scoraggio e mi dirigo a Ercolano, patrimonio UNESCO insieme a Pompei. Qui ho più fortuna: sarebbe stato meglio prenotare online, ma essendoci pochi avventori non mi fanno problemi: prendo il biglietto ed entro in punta di piedi nella storia.

In effetti, le mie 72 ore a Napoli non sarebbero così ricche se non provassi a vedere almeno uno dei due siti archeologici, tra i più importanti al mondo.

Nel 79 d.C. il Vesuvio eruttò, travolgendo Pompei, Ercolano e molte lussuose ville dei dintorni.

Parco archeologico di Ercolano: resti di una struttura romana con colonne
Ercolano

Paradossalmente, la valanga di fango che ricoprì la città romana ha permesso di recuperare quasi intatti i suoi resti. Questi sono i miracoli che spesso ci regala la storia. E infatti, camminare tra domus e botteghe, taverne e sacelli ha dell’incredibile. E pensare che Ercolano venne trovata casualmente nel XVIII secolo a seguito della costruzione di un pozzo!

L’antica Ercolano si presenta oggi come una sorta di cava in tufo sovrastata dalla moderna Ercolano. Gli uccellini si muovono indisturbati tra preziosi affreschi e scheletri, quelli di chi tentò la fuga durante l’eruzione del vulcano.

Quando torno a Napoli, ho le gambe che mi fanno male, le mani gonfie dal caldo e poca fame (sto ancora smaltendo pizza e gelato). Nondimeno ceno (e alla grande) a:

  • Cisterna cafè & bistrot, Via Cisterna dell’Olio, 6/ A.

Qui mangio un’ombrina e delle ottime patate fritte fatte in casa. Il resto della serata trascorre tra Via Toledo e le splendide piazze Dante e Bellini, stracolme di gente.

Quasi non riesco a camminare: tutto il quartiere (in gran parte universitario) è gremito. Le persone festeggiano, camminano, gridano, corrono a bordo di scooter impazziti, e io respiro questa vitalità un po’ folle, spericolata, travolgente.

72 ore a Napoli: terzo giorno

72 ore a Napoli: parte del lungomare con barche e persone
Lungomare

Inizio la mia giornata passeggiando sul Lungomare Caracciolo: anche qui la bellezza non fa sconti. Sullo sfondo, il Vesuvio. Tra me e lui persone che corrono, barche a vela e a motore e un sole che acceca e fa innamorare.

Anche oggi ho bisogno di arte, per cui corro a visitare il:

  • Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito, 1.

Acquisto il biglietto lì per lì, anche se devo aspettare il mio turno. Siccome manca una mezz’oretta, vado a prendere un caffè da:

  • Caffè del Professore, Piazza Trieste e Trento, n.2.

Bevo un classico espresso, ma questo bar è famoso per le diverse versioni, che includono creme e pistacchi.

Il Palazzo Reale fu la residenza dei viceré spagnoli e successivamente dei Borbone e dei Savoia. In mezzo, il dominio francese. Insomma, vi si trova un bel po’ di storia stratificata.

Ma cosa si può vedere nel Palazzo Reale (da includere assolutamente in un itinerario di 72 ore a Napoli)?  Al suo interno spiccano:

  • la monumentale scala di accesso;
  • il Teatrino di Corte, con le sue 12 statue in gesso e cartapesta;
  • la Sala del Trono (che voglia di sedersi su quel baldacchino di velluto rosso!);
  • la Sala dei Fiamminghi e i dipinti del ‘600 olandese;
  • i Giardini Reali, che vanno prenotati a parte.
72 ore a Napoli: i sontuosi interni di Palazzo Reale
I sontuosi interni di Palazzo Reale

Una volta uscita, passeggio tra le piante esotiche del Giardino Romantico e mi chiedo cosa ci faccia una simile struttura in mezzo a tanta regalità.

Scopro che si tratta della casa che fu di Rosa Parks, celeberrima attivista di colore, simbolo del movimento americano per i diritti civili (ricordate la donna che rifiutò di cedere il suo posto in autobus a un bianco?).

L’installazione, intitolata “Almost Home”, è a cura di Ryan Mendoza. Stiamo parlando pur sempre di regalità, ma questa volta dell’animo umano.

Si è fatta l’una e tento la sorte. Vado quindi nei Quartieri Spagnoli, alla:

Tento la sorte perché la trattoria non accetta prenotazioni. Devo fare una piccola fila, ma dopo pochi minuti mi trovo seduta al tavolo e dopo tre secondi già servita: polpette al sugo e friarielli divini, mangiati tra le urla e le risate del personale.

72 ore a Napoli significa anche provare i posti cult: non mi aspettavo altro che folclore Ebbene, invece trovo anche autenticità e prezzi stracciati.

Poco dopo mi dirigo nel quartiere di Monte Calvario, sempre ai Quartieri Spagnoli, dove ammiro altri murales dedicati a Totò, uno più fantasioso dell’altro. Il tutto tra panni stesi, motorini sfreccianti e cinesi che ballano sulle note della musica napoletana.

È ora di andare, ma non mi faccio sfuggire due extra.

72 ore a Napoli: un paio di extra

Veduta su Napoli da Posillipo
Belvedere a Posillipo

Posillipo è il primo fuori programma. Non potevo non arrivare fin quassù, per godere di uno dei più bei panorami del mondo.

Dopodiché allungo il percorso per tornare a Roma e mi fermo anche a Bacoli, presso la Casina Vanvitelliana, lussuoso casino di caccia sul lago Fusaro.

Appartenne ai Borbone e oggi è sede di mostre. La sua bellezza consiste però nell’architettura settecentesca e nella speciale ubicazione.

72 ore a Napoli: è possibile?

72 ore a Napoli: Casina Vanvitelliana
La Casina Vanvitelliana

La mia risposta è che i giorni a Napoli non sono mai troppi. Ogni volta che vado, torno a Roma felice e allo stesso tempo insoddisfatta.

Avrei voluto vedere e fare tanto altro, ma mi rendo anche conto che le cose vanno godute lentamente (ancora oggi mi scontro con i miei istinti bulimici).

Questo post, infatti, vuole essere una sorta di accompagnamento per tutti coloro che hanno voglia di trascorrere un weekend a Napoli, ma in tutta tranquillità. O quasi…

Se volete altri consigli su questa città, sappiate che tempo fa ho scritto un altro post.

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9 risposte

  1. vedi Naoli e poi la vorrai rivedere ancora , che città unica che fascino ! i tuoi consigli sono ben spiegati e sicuramente aiuteranno chi legge e deve andare a fare un we a Napoli

  2. Fantastico articolo, pieno di spunti e di consigli utili. Io a Napoli non sono ancora riuscita ad andarci, e questo mi dispiace molto perchè deve essere una città molto bella!

  3. Mi è piaciuto il tuo articolo perché hai raccontato di posti fuori dai soliti circuiti turistici, poi mangiare da Tandem e da nennella è un must. Napoli ha tanti difetti, ma una volta li non più importanza perché ha un’anima che nessun altra città “perfetta” ha.

  4. Napoli è davvero bella, mi piacerebbe tornarci. Ci sono stata solo una volta tantissimo tempo fa, ma me la ricordo ancora come una città viva e ricca di luoghi da visitare. La casa di Totò e il palazzo reale li vorrei vedere anche io e poi mi piacerebbe tanto andare a Pompei e ad Ercolano.

  5. Ho passato un bellissimo ponte a Napoli con mia mamma vari anni fa e ci tornerei subito ma mi piacerebbe visitare anche tutto il resto del Golfo!

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