Già che sei a Milano, decidi di fare due passi prima di cena. Anche questa volta non hai molto tempo ma percorrerai parecchia strada, da Via Costanza Arconati al Castello Sforzesco. Sono le 17.
Il freddo, quello vero, non è ancora arrivato, ma è quasi buio, proprio come conviene a ogni autunno che si rispetti. I tuoi sensi recepiscono questa dissonanza atmosferica: foglie secche e maglie leggere.
Le luci tipiche dell’inverno fanno da cornice a qualche mangiatore di gelati.
Milano: una città per schiarirsi le idee
Tuo fratello è alla ricerca disperata di una copisteria e tu scatti foto di nascosto mentre lo segui sgambettando. C’è un cane sulla tua testa, che ti guarda da un balcone barocco. Non fai nemmeno in tempo a leggere i nomi delle vie che, sulla tua destra, un’atipica chiesetta si fa spazio in una via piena di palazzi moderni. Mattoncini rossi, erba ovunque: sembra un pezzo d’Inghilterra trapiantato a Milano.
Ennesimo momento di dissonanza cognitiva…
È bello scoprirsi nuovi ovunque si vada. Del viaggio è questo che vuoi: la confusione benefica. Il disordine che pacifica il caos.
I neuroni ringraziano, perché da sempre chiedono diversità. Non puoi percorrere sempre i soliti circuiti ed è magica questa successione di sorprese per gli occhi che sanno vedere. Un’auto elettrica fa rifornimento e ti informa della sua esistenza nella realtà cittadina, non solo televisiva…
Ma il Duomo? Come fai a scorgere diversità nell’immagine da cartolina che si sovrappone, nella tua testa, alla visione dal vero del monumento? Questione di luci, di posizione. Con la macchina fotografica, cerchi di cogliere ovunque novità.
Il flusso di coscienza di una viaggiatrice
Non sai perché, ma a te i fili dei tram piacciono tanto. Sanno di città, di vita. Il cielo è sempre più scuro e tu scopri che da qualche parte c’è una mostra sul cervello. Ti riprometti di andarci, magari a dicembre, perché è a Milano che festeggerai il Natale. Chissà che la mostra non ricomponga il puzzle di pensieri che affollano la tua testa…
Tuo fratello trova finalmente una copisteria e tu ti dirigi in Piazza dei Mercanti, un angolino milanese che non conoscevi. Musica e bancarelle ai lati, un arco illuminato di fronte e gente ovunque.
Oltrepassato l’arco, ti dirigi al Castello Sforzesco, un pugno di luci in fondo a via Dante, dove sfilano bandiere di ogni dove. Una strada piena di band, camioncini che vendono pizze fritte e persone che sgomitano.
Un sociopatico non potrebbe mai accettare un pomeriggio da queste parti.
Torni in Piazza Duomo. Hai trovato! La diversità che tanto cercavi è nelle foto che non hai mai scattato.
La Galleria Vittorio Emanuele II ti guarda da lontano strizzandoti l’occhio ma la fretta ti impedisce di visitarla a quest’ora. Menomale che fai un gran lavoro di fantasia che fai ogni volta che sei Altrove. Ah, le esperienze che non hai ancora fatto…








