Il Colosseo visto dall'alto, sotto un cielo nuvoloso
Ferragosto a Roma. Ore 13. Rione Parione. 
 
Una macchina sportiva ti sfreccia accanto. L’anziano che la guida ti lancia un’occhiata dall’abitacolo, da cui proviene musica dance a tutto volume. La sua figura démodé non distrae troppo il tuo sguardo, assorbito dalla messa congolese che si sta svolgendo nella chiesa della Natività.

Ferragosto a Roma è… cultura

La predica, interrotta a ritmi cadenzati da un blues africano, avviene di fronte a una folla avvolta in abiti variopinti. 
 
Il sole splende in mezzo a un cielo terso ma l’aria è fresca. Noti dettagli mai notati prima, ora che la gente è rarefatta e composta, per lo più, da gruppi sparuti di stranieri. 
 
Il vuoto delle strade luminose è riempito, di tanto in tanto, da strani personaggi che si aggirano, sicuri di sé, per la città deserta. 
 
I volti immobili, scolpiti nella pietra, si fanno notare. Ora possono, in questo silenzio privo di inutili interruzioni.
 
Il traffico è inesistente e i misteri della capitale emergono a uno a uno. 
 
Il vecchio e il nuovo convivono malamente, illuminati da questa luce estiva che rende tutto più bello. 
 
I gabbiani si posano pigri sulle statue di Castel Sant’Angelo, senza alcun riguardo per la loro sacralità.  
 
Una ragazza suona la fisarmonica e la sua musica diventa un’eco lontana, sciolta dal caldo, mentre ti avvicini al castello e al suo parco.  
 
Anziani che giocano a scacchi e coppie che riposano all’ombra dei pini.  
 

Posti speciali

I raggi del sole si intrufolano tra i rami di alberi che toccano, con le loro estremità, un Tevere quasi prosciugato.  
 
Il Bibliobar di Castel Sant’Angelo ti invita a sederti, con la sua pila di libri incastonati accanto al bancone ripieno di appetitosi tramezzini.
 
Decidi comunque di tornare indietro e fermarti al famoso Bar del Fico, dietro a Piazza Navona, per un ennesimo caffè. Ancora vecchietti che giocano pigramente agli scacchi…
 
A ridarti l’idea della folla, al grido di “Ucraina unita!”, una manifestazione che con le sue bandiere si staglia contro la romanità del Pantheon
 
No War! Lo gridi a te stessa, confondendo la tua voce interiore con quella dei manifestanti di fronte a te. Eri arrabbiata. Ora non più. 
 
Ferragosto a Roma: il Bibliobar
Uomini che giocano a scacchi
Uomini che giocano a scacchi

Roberta Isceri

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