Valnerina: l'abbazia di San Pietro in Valle vista da lontano
Valnerina… Quanto sei bella! Uno dei miei autori preferite sostiene che:
 
L’abitudine di riflettere profondamente è, sono costretto a dirlo, la più perniciosa fra tutte le abitudini prese dall’uomo civile.
 
Mi trovi perfettamente d’accordo, carissimo ConradMa come fai a non abbandonarti a tale perniciosa abitudine se di fronte a te hai un panorama mozzafiato, dominato dal silenzio della campagna umbra? E se hai deciso di dormire in quello che anni addietro era un’abbazia?
 

Dormire in Valnerina

Non credi alle tue orecchie, talmente surreale è il vuoto che ti circonda. Non un vuoto progettato a tavolino per turisti in fuga dalla città. San Pietro in Valle è infatti una meta non troppo affollata (come quasi tutte in Valnerina) e la pace che trovi tra le sue spesse mura è quanto di più autentico ti potesse capitare.

Le nubi sono cariche di pioggia ma decidi ugualmente di fare una passeggiata prima di cena. Il profumo della primavera si mescola a quello dell’acqua in arrivo.
 
Fai giusto due passi e, tentata di ritrovare il tuo lato bucolico, ti avvicini a un cavallo chiuso in un recinto; il quale, forse curioso o forse infastidito, ti fissa da lontano. Rimani inquieta per un po’

Torni indietro, un po’ affamata. Qualcosa, oggi (?), ti sfugge, nonostante la bellezza del paesaggio. È vero,
non riesci a distrarti completamente da te stessa e ti lambicchi alla ricerca di un perché. 

Seduta sul bagnato, bevi un prosecco assorbendo quanto più verde possibile. La mente, pian piano, cede un po’ delle sue ossessioni e si lascia andare alla natura. La bellezza del luogo è incredibile…

Cosa vedere 

Sabato
Ti svegli con la nebbia che si dissolve velocemente sulla Valnerina.
 
La giornata brilla di luce propria e tu decidi di fare una scarpinata fino alla rocca di Umbriano. Non sei allenata ma sai di potercela fare. Ed è così che ti trovi ad attraversare Macenano, paese semi-deserto. 

Segui il fiume Nera, che conduce alla Cascata delle Marmore
.
Un gallo ritardatario comincia a cantare alla tua sinistra, un po’ ingagliardito in mezzo alle sue galline e tu prosegui il tuo cammino modulando i respiri per la salita sempre più ripida. Superi il muschio, superi i sassi, superi i rami che rendono faticosa la tua rotta. Finché non arrivi in cima a ciò che rimane della fortezza costruita in seguito alle invasioni saracene. Era l’890 d.C.
 
Adesso ti aspetta finalmente la discesa. E mentre attraversi pascoli e strade assolate la tua mente torna al passato, cercando di afferrare il senso di alcuni avvenimenti che ancora ti turbano. Le parole liberano pensieri palpitanti di vita vissuta e tu cominci a lasciare dietro di te qualche zavorra, non solo il sentiero sassoso. Sei a Ferentillo ormai.
 
Domenica
Il fine settimana è terminato e devi tornare a casa. Passi da Scheggino, dove tutto è al suo posto: ogni pietra, ogni pianta, le anatre sul fiume e i colori.  I tuoi pensieri si sono fatti piume e galleggiano nell’aria. Almeno per adesso…
 

Valnerina: nebbia del mattino sui colli umbri

Roberta Isceri

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