Spensierata. Finalmente! Erano giorni, settimane che aspettavi di esserlo. E per l’occasione decidi di andare a Monteriggioni (SI), mai vista prima d’ora.
È tutta cielo e vento questa giornata.
Pomeriggio a Monteriggioni
Che chicca meravigliosa all’interno di queste mura, tonde come un abbraccio!
La prima cosa che fai è entrare in un bar, ordinare un caffè e apprendere – grazie alla bustina dello zucchero – che del paese toscano parla anche la Divina Commedia.
Una piazza raccolta e mille ulivi, le cui foglie suonano al dolce ritmo di questa brezza calda.
Ombre, colori, calore.
Il borgo, un tempo, sorvegliava la via Francigena, attraversata dai pellegrini in direzione delle mete sante: Roma, Gerusalemme, Santiago di Compostela… Non per niente, ti viene voglia di camminare, in cerca di pace e incredibili scorci.
Ancora oggi, qua e là, sono disseminati ospitali che hanno lo scopo di accogliere i coraggiosi che ancora percorrono a piedi l’antichissima strada. I segni sono ovunque.
Questo vento ti fa vibrare. Oh natura… se poi ti mescoli alle pietre antiche, puoi davvero penetrare angoli remoti dell’animo umano.
Sali sulle mura, al costo di due euro. Cammini su una griglia che ti dà una eccitante sensazione di precarietà perché, sotto ai tuoi piedi, corre il vuoto.
La vista è spiazzante.
Voltando le spalle a Monteriggioni, superi i vigneti ai suoi piedi e ti ritrovi dopo poco ad Abbadia a Isola, piccola frazione poco distante.
Mai nome fu più azzeccato: oltre l’arco si trova una piazzetta dominata da una chiesa di disarmante bellezza nella sua semplicità, che si erge isolata e sovrana.
Fa parte dell’abbazia in cui ancora oggi i fedeli si ritirano prima di riprendere il cammino… fedeli con referenze, sia chiaro: non basta dichiararsi pellegrini per essere accolti tra le sua mura ma avere i piedi sanguinanti di chi sa cosa vuol dire peregrinare per giorni alla ricerca di Dio.








