L’amore al tempo degli Etruschi: il Museo Nazionale di Villa Giulia

Ingresso del Museo di Villa Giulia
Oggi vi porto al Museo di Villa Giulia. Non un semplice museo ma un luogo speciale in cui dialogare con il passato.
 
[Piccola premessa per gli scettici: l’arte NON è pedante. Non è solo roba da studiosi e noi italiani, detentori di un patrimonio immenso, spesso ci dimentichiamo che occorre più una buona dose di sensibilità che di neuroni allenati]
 

Il museo etrusco di Villa Giulia

“La Grande Bellezza”. Ecco cosa ti viene in mente appena metti piede al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Checché se ne dica, Sorrentino ha colto in pieno l’anima della città eterna, fatta di eterna (appunto) e immobile bellezza. Messa lì, pronta a essere “usata”, come se fosse scontato aggirarsi tra statue, mosaici e fontane di inestimabile valore.
 
L’ingresso, dicevamo: davanti a te si apre uno splendido giardino rinascimentale, con terrazze, scalinate, ninfei… A lasciarti sconcertata è il fatto di essere la sola visitatrice, a esclusione di un paio di coppie straniere. Incredibile, se si pensa alla location (unica!) e ai prodotti di altissimo livello, non solo etruschi ma anche greci.

Ebbene, solitudine sia: non è da tutti avere un museo tutto per sé .
La prima cosa che noti è il contrasto tra l’antichità dei reperti e la modernità delle teche che li proteggono. Ma dietro a quelle neutre vetrate, si trovano commoventi presenze, che svelano i segreti della vita e della morte quotidiane di quel misterioso popolo che furono gli Etruschi. Osservando ciò che è rimasto di loro, avverti un rispetto antico e inviolabile.

Su una parete, la frase con cui Ettore, nell’ Iliade, invita la moglie Andromaca a tornare a casa e a lasciare che la guerra rimanga un affare per soli uomini…
 
Nella teca accanto, decine di utensili con i quali le donne etrusche contrassegnavano la propria quotidianità. Gli stessi delle donne greche: vasellame, balsamari e fusi. Sembra che anche in questa cultura la tessitura fosse l’attività femminile per eccellenza...
 
Ma in fondo ti aspetta lui, la celebrità del museo: il Sarcofago degli Sposi, testimonianza di un amore coniugale intrecciato con i ritmi della giornata ma non tanto da farsene sporcare. I due aristocratici di terracotta ti guardano felici e ti invitano a far par parte del loro banchetto.
 
Sarà che la società in cui viviamo sembra aver dimenticato cos’è l’amore, a furia di sezionarlo con teorie psicologiche… Sta di fatto che i due amanti, persino di spalle, emanano una ieratica serenità e un pizzico di benevola ironia, mentre osservano da lontano i visitatori di Villa Giulia. Aneli, sospirando, alla loro placida sicurezza.
 
E poi c’è lui, Acheloo, divinità fluviale della mitologia greca, penetrata nella religiosità etrusca e qui presente sotto forma di sculture di diverse epoche e fattura. Non sai perché ma le sue fattezze (che hanno un che di diabolico) solleticano le tue fantasie.
 
Concludi la tua visita di fronte all’Apollo di Veio, uno dei capolavori dell’arte etrusca, celebre in tutto il mondo. È  lì, sopra di te, che ancora si contende con Eracle la cerva cerinite dalle corna d’oro, cara ad Artemide. Le braccia ormai mutilate dal tempo non tolgono nulla alla sua essenza divina.
 
Sono questi luoghi che proteggono gli spiriti degli dei, degli scultori che li plasmarono e di popoli ormai scomparsi, a ricordarci che anche noi siamo di passaggio.
Ninfeo di Villa Giulia
Ninfeo di Villa Giulia
Sarcofago degli Sposi
Sarcofago degli Sposi

Roberta Isceri

2 risposte

  1. Complimenti Roberta per questo post così ben scritto, sembra proprio di percorrere con te le sale di Villa Giulia. Gli etruschi poi attirano sempre :-)))

  2. Grazie Federico per il tuo commento! 🙂 Mi ha emozionato davvero… se l'arte non emoziona, è meglio non raccontarla…

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