Innamorarsi in Via dei Fori Imperiali

Colonne in via dei Fori Imperiali
Quante volte sei stata in Via dei Fori Imperiali per andare al lavoro, sgomitando e innervosendoti per uscire illesa dal contatto forzato con la folla metropolitana? Tante, troppe. 
Ma questa volta è diverso. Sì, perché oltre a non doverti recare in ufficio, c’è uno strano silenzio.

Ti guardi intorno senza capire a cosa sia dovuto. Sono forse calati gli avventori? – ti chiedi -, notando gladiatori, guide e carrozze un po’ a corto di clienti.

Sono forse le nuvole cariche di pioggia ad aver scoraggiato i turisti?

Quando ti accorgi che Via dei Fori Imperiali è inspiegabilmente chiusa al traffico, capisci quanto il silenzio si faccia notare in una città in cui l’inquinamento acustico la fa da padrone.

Camminare in Via dei Fori Imperiali

Camminare in mezzo a Via dei Fori Imperiali è quasi un’esperienza da brivido. Ti senti padrona del mondo, se pensi di aver percorso per anni un costrittivo marciapiede.
Troppe cose contribuiscono a limare il nostro desiderio di libertà. Giorno dopo giorno…
Chissà se la pensavano così anche gli imperatori romani. Che dominare un popolo intero fosse uno dei modi per placare le autarchiche voglie? 
Ma ecco spiegato il vuoto di oggi: ti raggiungono le note di Caparezza e voci plasmate dall’altoparlante: Via dei Fori Imperiali, come spesso accade, è oggi sede di qualche protesta. Bandiere blu e rosse all’orizzonte.
Non ti sei mai particolarmente interessata di politica ma trovi affascinante questo mix di colori e romantici i portabandiera che sfilano in mezzo alla storia.
Ti affacci sul Foro di Nerva. Grazie alla presenza di alcuni cartelli, puoi finalmente collocare nella tua mente il susseguirsi degli altrimenti anonimi fori. Quello che si apre alla tua destra collegava un tempo il Foro Romano e la Suburra, quartiere malfamato della città antica.
Adesso è Rino Gaetano il sottofondo delle tue riflessioni. La statua di Augusto pare indicare il corteo che avanza, quasi a collegare parti di storia lontanissime tra loro.
Torni al passato e di Augusto questa volta osservi il Foro. Non sapevi che quella manciata di scalini appartenesse al Tempio di Marte. Ti rendi conto?- chiede la fantasia alla razionalità, fregiandosi della sua capacità di vedere le cose.
Coppiette romantiche osservano le antiche pietre. La via sembra quasi il set di un film dedicato a loro. Forse quest’atmosfera nasconde un Cupido rarefatto e penetrante. 
A far da contrappunto, alcuni uomini soli, di una solitudine che qui non può che essere poetica, almeno ai tuoi occhi.

Dal Foro di Traiano al Palatino

Prosegui e raggiungi il Foro di Traiano, la cui colonna è ormai simbolo universalmente conosciuto.
Fai un’overdose di bellezza e quasi te ne stanchi, tante sono le cose che ti spingono a zigzagare come la pallina di un flipper impazzito: a destra la bandiera dei Cavalieri di Malta, a sinistra il Foro di Cesare, a destra placidi giardinieri che sistemano i prati forensi, a sinistra poliziotti schierati a prevenire disordini. E, ai piedi, i resti di una Roma medievale che spunta da terra come un fungo. 
È troppo! Qui tutti chiedono qualcosa: gli amanti un bacio, gli uomini soli un ricordo e i lavoratori giustizia. Chi otterrà ciò che desidera? 
Sgattaioli verso il Campidoglio, lanciando un’occhiata fugace al Foro Romano e al carcere Mamertino, quasi nascosto tra le sue pieghe. 
Continui ad arrampicarti, superando altre bandiere colorate e ti fermi di fronte alla statua di Minerva. -Cosa vogliamo tutti quanti?-, le chiedi senza ricevere risposta.
Le statue del Nilo e del Tevere riposano impassibili da anni; di fronte a loro, un piccione si bagna le piume soddisfatto.
Volti le spalle a Marco Aurelio e saluti Castore e Polluce, che guardano Roma dall’alto. Scendi le scale quasi di corsa ma ti volti per un attimo, promettendo ai Dioscuri e al Palatino che tornerai presto e giurando a Roma amore eterno.

Roberta Isceri

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