Taormina e Siracusa: cosa vedere (e mangiare!) in tre giorni

Taormina: teatro greco

Tre giorni tra Taormina e Siracusa con una scuola di cucina. Ergo: tre giorni ricchi di volti e storie, che assimilo con voracità.

C’è Silvia, donna sulla sessantina che ha girato il mondo per imparare a cucinare e oggi vive e lavora in Finlandia. C’è Bibi, artista e fotografa messicana trapiantata in California. E Berna, ex comandante della Marina Militare turca, che ha lasciato per amore del suo bel canadese-

Sono tante le persone ad arricchire la mia vacanza culinaria. Sarà per questo che molti registi utilizzano il cibo come perno intorno al quale far ruotare le loro storie?

Sono stata invitata a provare quest’esperienza dall’Italian Culinary Institute di Stalettì (CZ), diretto dallo chef John Nocita.

Ecco a voi i miei primi quattro giorni, trascorsi tra Taormina e Siracusa, alla ricerca del vero gusto italiano.

Mercoledì 6 aprile: viaggio a Taormina

Sono curiosa e preoccupata allo stesso tempo: devo necessariamente rispolverare il mio inglese, essendo l’unica italiana del gruppo. So già che si creeranno inevitabili capannelli, dovuti alla comunanza linguistica. Ma superati i primi ostacoli, prenderò decisamente il via.

Taormina da gustare

Insieme allo chef californiano Mark McDonald, ci dirigiamo tutti a Taormina. Prima sosta culinaria? Il traghetto, uno dei luoghi più indicati per assaggiare un impareggiabile arancino!

Una volta arrivati in questo angolo di Paradiso, io e il resto della ciurma ci fermiamo al ristorante Tiramisù. Un nome forse fuorviante, smentito sin dalle primissime portate: involtini di melanzane ripieni di tonno, parmigiana, caponata e trofie con cernia e menta. Il luogo val bene una sosta, in quanto non troppo turistico e indubbiamente di qualità.

Dopo pranzo, sento la necessità di riposarmi e riprendere le forze, considerata la fatica per mantenere una certa dignità linguistica… Poco dopo, però, non resisto alla tentazione di fare una passeggiata solitaria per la città, dove godo di ogni dettaglio.

Mi fermo sulla terrazza panoramica di piazza IX aprile, dove respiro a pieni polmoni la potenza del mare, circondato dai monti e dominato da un’Etna fumante. E i miei nervi si distendono.

Serata all’hotel Metropole, di fronte a un semplice Aperol, accompagnato (manco a dirlo) da stuzzichini di altissima qualità.

Secondo giorno a Taormina

Oggi non posso non visitare l’Anfiteatro Greco, di cui ho solo sentito tessere le lodi, non avendolo mai visto con i miei occhi.

Rimango basita, non solo per la memoria storica conservata da questo mistico luogo ma anche per lo scenario naturale all’interno del quale è incastonato come una perla.

Giro in tondo, toccando pietre antiche e guardando con reverenza Castelmola, paesino che si erge sulla cima di un monete appuntito.

Ed è proprio a Castelmola che, insieme a una parte del gruppo degli amici viaggiatori, mi dirigo poco dopo. Non senza paura: il pullman svolta pericolosamente lungo le curve a gomito che sembrano salire all’infinito verso questa sorta di Olimpo.

Una volta arrivata in cima, tiro un sospiro di sollievo e cammino per le poche vie di questo luogo dominato dai resti di un castello e da ristoranti turistici. Bella la piazza principale,raccolta e custodita dalla natura circostante.

Ma il vento è freddo e io e gli altri quattro torniamo in città, dove pranziamo a La Vecchia Taormina.

Caffè al San Domenico Palace Hotel, un posto da Mille e Una Notte. Qui il lusso tocca le sue vette più alte. Vari personaggi si aggirano tra il chiostro (si tratta di un ex convento) e il giardino lussureggiante. Cedri, limoni e rampicanti a non finire…

Venerdì 8 aprile: Siracusa da gustare

Da Taormina ci spostiamo a Siracusa, una città che ormai credevo di conoscere abbastanza bene (ne ho parlato qui). Quanto mi sbagliavo!

Per la prima volta, passeggio per il suo mercato di frutta, pesce e verdura, e mi fermo a La Salumeria. Qui mi viene offerto un aperitivo con i fiocchi, a base di salumi e altre delizie locali.

Ma arriva l’ora di pranzo. Indovinate un po’? Dobbiamo mangiare! Ecco allora che ad accoglierci, questa volta, è il ristorante Porto Grande, dove le zucchine gratinate fanno a gara con i finocchi fritti, che sfidano la pasta alla Norma.

Siracusa: una città da (ri)scoprire

Il pomeriggio è interamente dedicato a visitare la città: il meraviglioso Duomo, prima di tutto. E poi il lungomare, che più che un lungomare sembra un lungo-oceano, tanto sono ruggenti le acque oggi.

Siracusa è antica come solo Piazza Archimede e il Tempio di Apollo possono testimoniare e moderna come le tante enoteche, i locali all’aperto e l’aria creativa delle sue vie.

Di sera si torna all’Hotel Continental, dove spilucchiamo saporitissimi pomodori, gnocchetti ai gamberi e formaggi assortiti.

Sabato 9: incursione golosa a Messina

Si parte per la Calabria! Ma non prima di aver visitato la Cattedrale di Messina, davanti alla quale ci fermiamo a mezzogiorno in punto, per assistere allo show (perché questo è) che ogni giorno il campanile mette in scena.

Un leone e un gallo dorati, rispettivamente, ruggiscono e cantano per tre volte ogni giorno alla stessa ora. Subito dopo parte l’Ave Maria di Shubert, che inonda la piazza fermando i sorrisi divertiti degli astanti.

La commozione regna sovrana sulle tante teste all’ insù, volte ad assorbire almeno una piccola parte della spiritualità emanata dal luogo. [Guarda il video]

Trattengo a stento le lacrime. L’anima, impotente di fronte alla grandezza, si scioglie e lascia che l’azione si fermi.

Roberta Isceri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Don`t copy text!