Il cuore della Sicilia in un giorno: dal Teatro Greco Romano all’Etna

Sicilia: gradoni nel teatro greco-romano di Catania

Il mio viaggio in Sicilia termina sabato 5 marzo 🙁

Decido di portare a termine (purtroppo di fretta) ciò che mi ero ripromessa di fare e vedere. Inizio dal Teatro Greco Romano, tra piazza San Francesco, via Vittorio Emanuele, via Timeo e via Teatro greco (nel cuore della città etnea).

Sicilia: il teatro greco-romano di Catania

Vi starete chiedendo: quindi teatro greco o romano? Le fonti sono incerte: la struttura che vediamo oggi è certamente di epoca romana ma si dice che sorga sulle fondamenta di un preesistente teatro greco.

Resta il fatto che lo stupore mi invade non appena metto piede al suo interno.

Noto subito uno specchio d’acqua nell’orchestra. Anche qui le fonti si dividono: secondo alcuni, l’acqua c’era anche ai tempi degli antichi Greci, che si divertivano a fare spettacoli. Secondo altri, dopo il famoso terremoto del 1693, il corso del fiume subì una deviazione che fa sì che ancora oggi ci si ritrovi a specchiarsi all’interno del teatro.

Un gatto mi segue, quasi fosse lo spirito di queste antichità. La struttura è quasi del tutto intatta e lascia senza fiato. Mi diverto a salire e scendere gli immensi gradoni e a immaginare come si sia riusciti, nel tempo, a isolare questa meravigliosa struttura dal caos cittadino.

Sicilia: la Badia di Sant’Agata

Terminata la visita, mi dirigo verso un’altra meraviglia: la Badia di Sant’Agata, una delle tante chiese barocche di Catania. Qui si può godere del più bel panorama sulla città.

Come si entra, non si può non rimanere abbagliati dall’opulenza di questo edificio ottagonale, la cui forma ricalca la Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane di Roma.

Salita una rampa piuttosto ripida, respiro da lassù l’Etna innevato e il mare: godere di entrambi gli spettacoli allo stesso tempo è un privilegio non da poco.

L’Etna, dicevamo: non posso mancare all’appuntamento con la Masseria Carminello, a Valverde. Qui mi attende un luculliano antipasto a base di pomodori secchi, parmigiana di melanzane, olive locali e chi più ne ha più ne metta; e una meravigliosa pasta pistacchio di Bronte e mandorle.

Anche qui la vista può spaziare verso il mare (di fronte) e l’Etna (alle spalle). Sono tornata qui a distanza di poco meno di un anno perché questo posto speciale racchiude la Sicilia in tutta la sua bellezza!

Un grazie speciale ad Antonio per la sua ospitalità 🙂

Satolla, non manco di fare una puntatina ai Crateri Silvestri ma il vento forte e una sciocca caduta mi fanno fare marcia indietro.

La giornata si conclude meravigliosamente: felice di rivedere i miei amici e colleghi blogger Giorgio Franco e Cristina Pulvirenti di Luoghi Pensanti, in una Piazza del Duomo ormai illuminata solo dalle luci dei lampioni…

Roberta Isceri

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