Cosa vedere in val d’Orcia: San Quirico e la Vitaleta

Cosa vedere in Val d'Orcia: lappella della Madonna di Vitaleta vista lateralmente

Se mi chiedeste cosa vedere in Val d’Orcia, avrei un attimo di confusione: tutta la valle, infatti, è patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura l’ha riconosciuta in quanto:

«Criterio (iv): la Val d’Orcia è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo rinascimentale per rispecchiare gli ideali di buon governo e per creare un’immagine esteticamente gradevole;

Criterio (vi): il paesaggio della Val d’Orcia è stato celebrato dai pittori della Scuola Senese, fiorita durante il Rinascimento. Le immagini della Val d’Orcia ed in particolar modo le riproduzioni dei suoi paesaggi, in cui si raffigura la gente vivere in armonia con la natura, sono diventate icone del Rinascimento ed hanno profondamente influenzato il modo di pensare il paesaggio negli anni futuri.»

Impossibile non accorgersi dei motivi una volta qui: colline così morbide da sembrare accennate con la punta di un pennello; un paesaggio praticamente privo di aberrazioni architettoniche; un rispetto per la natura che, in Italia, ha pochi eguali. E poi: i suoni che si impongono sui rumori, l’aria pulita, il buon cibo.

Insomma, avete 1001 motivi per venire in Val d’Orcia, e in qualunque stagione. Oggi, però, non voglio parlarvi di tutto ma solo di due posti speciali dove sono appena tornata e che ho voglia di condividere con voi:

Cosa vedere in Val d’Orcia: San Quirico

Bandiere sventolanti a San Quirico d'Orcia
San Quirico d’Orcia

A chi mi chiede cosa vedere in Val d’Orcia rispondo con un secco: San Quirico d’Orcia. Non un semplice borgo: è vero, in Italia ne abbiamo di splendidi, ma la Storia gloriosa, qui, grida a gran voce i suoi diritti.

San Quirico è una perla rara: architettonicamente e naturalisticamente perfetta, risuona dei passi dei pellegrini che incrociano questo comune toscano percorrendo la Via Francigena.

Camminare qui d’estate è un’esperienza sensoriale a 360°: sentirete i profumi della natura, non sottomessa dalla mano dell’uomo; vedrete bellezza; se fortunati, ascolterete i tamburi di chi commemora il Medioevo; infine, ne uscirete deliziati da un punto di vista culinario.

Amo San Quirico d’Orcia perché, rispetto ad altri paesi della zona, è poco battuto dal turismo e per la pace che vi si respira. Il silenzio, l’ombra e il fruscio delle foglie che accarezzano la Storia sono la sostanza di cui è composta questa meraviglia toscana.

Da non perdere a San Quirico d’Orcia:

  • La cinta muraria, quasi del tutto intatta. Risulta difficile credere che, in un passato lontano, un luogo così pacifico possa davvero essersi difeso dagli invasori; ma sapete com’era il Medioevo… Non mancate di vedere la Porta dei Cappuccini;
  • La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta (la mia preferita tra le numerose chiese del paese);
  • L’Ospedale di Santa Maria della Scala: costruito nel 1200 c.a., accoglieva pellegrini e viandanti;
  • I cipressi di San Quirico d’Orcia: se volete entrare in un film, non perdetevi il gruppetto della località “I Triboli”. Questi signori verdi si trovano in cima a una collina, riuniti come membri di una famiglia affiatata. Simbolo della Val d’Orcia intera.
  • La cappella della Madonna della Vitaleta, di cui vi parlo più sotto;
  • Gli Horti Leonini. Si tratta di uno dei giardini all’italiana più belli che ci siano. Camminerete tra aiuole labirintiche, all’ombra di lecci secolari e sotto lo sguardo di Cosimo III de’ Medici, scultura che diventa punto focale per l’occhio che ammira questo capolavoro naturalistico e umano. All’interno degli Horti Leonini, la testa di Giano Bifronte e un roseto, che a maggio esplode in tutta la sua bellezza;
  • Bagno Vignoni, frazione di cui vi ho già parlato tempo fa.
Gli Horti Leonini d'Orcia visti dalla scalinata
Horti Leonini

Cosa vedere in Val d’Orcia: la cappella della Madonna di Vitaleta

Questa preziosa cappella era pressoché sconosciuta fino a non troppo tempo fa. Poi è arrivato Instagram, che ha generato nei suoi utenti l’imperativo di farsi fotografare in alcuni luoghi-simbolo.

Ho vissuto tanti anni in Val d’Orcia (e tuttora ci torno spesso) ma non avevo mai notato questa cappella, se non di sfuggita. L’altro giorno, mentre ero per strada, l’ho vista: “è lei!” – ho gridato al mio sprovveduto compagno. Lei il soggetto delle fotografie viste e riviste su Instagram, lei lo sfondo di abiti svolazzanti e cappelli di paglia, lei la meta ideale di blogger e curiosi.

E ho ceduto.

Ho ceduto al desiderio di farmi fotografare prima di fronte al suo portale, poi seduta su una balla di paglia che sembra messa lì apposta per i turisti (scusate ma prendo a prestito una domanda che mi fece un amico inglese: “Le balle di paglia toscane servono alle cartoline?”. Da allora il silenzio è calato in me).

A parte tutte queste considerazioni, che si situano a metà tra il sarcastico e il divertito, non posso che consigliarvi di fare una puntatina alla Vitaleta, la cui cappella privata troverete quasi sempre chiusa.

Ragazza seduta sul pozzo di fronte alla Cappella della Madonna di Vitaleta
Madonna di Vitaleta

Siete in piena campagna, accompagnati solo dal frinire delle cicale (insetti così simili a me… Ricordate la favola di Esopo?).

In mezzo al nulla, tra pochi cipressi, la Madonna – si dice – apparve a una pastorella. Ecco perché la presenza della cappella tardo-rinascimentale, oggi di proprietà privata.

Vitaleta: come arrivare alla cappella della Madonna

Ma come si arriva alla cappella della Madonna di Vitaleta? La chiesetta, infatti, è visibile dalla Strada Provinciale 146, che collega San Quirico d’Orcia a Pienza, ma nonostante i cartelli non è chiaro come raggiungerla.

Venendo da San Quirico, io ho imboccato la strada a destra indicata dal cartello marrone. Percorso qualche centinaio di metri, alla mia destra ho visto un cancello e una piccola palude (è qui, di solito, che parcheggiano i visitatori). Non fatevi ingannare da altri cartelli, che ingenerano solo confusione perché – in realtà – indicano percorsi di trekking. Inoltre, non fatevi ingannare dal cancello chiuso: io sono passata lateralmente, raggiungendo la chiesetta dopo una bella camminata tra le colline arse dal sole (circa un chilometro).

Se andate d’estate, non dimenticate cappello e acqua: non c’è ristoro tra le colline della Val d’Orcia, perché – come potete notare dalle cartoline – gli alberi sono radi e radunati in piccoli gruppetti in alcune zone.

 

Roberta Isceri

9 risposte

  1. Siamo stati in val d’orcio a Marzo, con un itinerario molto diverso. Ci siamo promessi di ritornare, perché mancano ancora tanti borghi suggestivi da vedere. Terrò San Quirico come tappa sicuramente!

  2. mi vergogno a dire che sono cresciuta in toscana e proprio in questo posto non ci sono mai andata!! devo assolutamente rimediare una delle volte che torno a casa 🙂

  3. La mi famiglia è originaria della toscana, eppure non ho mai visitato la Val d’Orcia che veramente, come dicono i tuoi amici inglesi, sembra fatta per ricavsrne cartoline

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