San Clemente e i suoi sotterranei
Prima di visitare la chiesa vera e propria, ti inoltri in questo labirinto, sbirciando tra una colonna e un sarcofago, tra un affresco e un crocifisso.
Fa freddo qua sotto e lo scroscio dell’acqua di sorgente che scorre sotto ai tuoi piedi amplifica i brividi.
Sì, grazie padri, per le pareti ancora affrescate e per i pezzi di storia che spuntano da ogni dove indifferenti al tempo che passa.
Monetine a terra, raccolte in una conca che scopri essere stata una fonte battesimale e tu che prosegui verso il mitreo.
Ma tu prosegui oltre e alla tua destra scorgi quella che era una strada per i Romani del Medioevo. E ti chiedi che stazza sottile avessero mai per riuscire a passare in quella che per te è poco più che una fessura.
Bellezza pura
Sali. La bellezza della chiesa di San Clemente ti abbacina.
E i soffitti azzurro e oro e il giovane prete che riordina le sue cose indifferente al passaggio della gente e l’albero della vita incastonato tra i mosaici…
E angioletti inginocchiati e statue dai corpi scolpiti più dall’arte che dalla vita e si ergono su anziane signore in preghiera, in una strana commistione tra carne e spirito.








