Di murale in murale… Il Quadraro con Diavù si colora e si racconta

Murale "Quadraro People" in via dei Lentuli, Roma
Street Art al Quadraro: sei mai stato dopo Porta Furba, verso Cinecittà?
 
Tra le palazzine anni trenta con iscrizioni tipiche di età fascista ed edifici del boom economico e dell’immigrazione dal sud, c’è un museo a cielo aperto. Qui, infatti, corpi grigi letteralmente prendono colore e il tempo depresso tipico dei luoghi lasciati ai margini diventa virtuoso. 
 
È il progetto M.U.Ro (Museo Urban di Roma), curato dall’artista David “Diavù” Vecchiato e organizzato dall’art agency Mondopop, una galleria d’arte urbana del tutto integrata in questo angolo di città.
 
Seguendo un immaginario filo d’Arianna, ricostruisci una storia che risale a settant’anni fa, quando questa borgata era nota per essere uno dei più attivi e organizzati centri dell’antifascismo.
 
Un “nido di vespe”, a detta del comandante nazista Kappler. Il rastrellamento che seguì fu ferocissimo. All’alba del 17 aprile 1944 un migliaio di uomini dai 15 anni in su, fu preso e deportato.
 
Credo che si possa raccontare una storia del nostro passato attraverso gesta e/o immagini/icone simboliche, diverse dal didascalico svolgimento reale dei fatti”
 
In questo pellegrinaggio laico, il racconto di Diavù ti accompagna.
 

Street Art al Quadraro: il progetto M.U.Ro

Street Art al Quadraro: parti dal “Nido di vespe” in via Monte del Grano, l’ultima opera presentata al pubblico, in occasione dei settant’anni dalla deportazione.
 
“Ho chiamato l’artista romano Lucamaleonte per il suo studio approfondito sugli insetti e sul mondo naturale, e per la resa estetica delle sue opere ispirata alle incisioni che richiamano quel vecchio Novecento…”.
La Street Art al Quadraro si trova anche a Largo dei Quintili. Immagini grigie che, se avessi la fantasia di un bambino, additeresti come fossero lupi.
 
Arrivi, poi, al muro di via dei Lentuli, dove i rastrellati furono allora allineati, dove oggi colore e figure esorcizzano l’incuria del luogo e la tristezza legata alla memoria.
 
Esempio tipico della Street Art al Quadraro è ‘Quadraro People’, dello stesso Diavù l’atmosfera è di festosa riscossa.
 
i miei personaggi vogliono essere felici character infantili da fumetto che portano verso un’idea di gioiosa parata il concept di persone al muro“.
 
Sfiori labbra carnose e forti?
 
“Le due donne diZelda Bomba sembrano due icone di una lotta di resistenza con quel fondo rosso bandiera”.

I colori del Quadraro

Di Malo Farfan, infine, “due personaggi, due animali rappresentano gli opposti, uno vivo e uno morto, uno femminile (la vita), uno maschile (quello morto)”.

Percorri la via in tutta la sua lunghezza, fino a giungere ai due personaggi-guardiani del tunnel di Gio Pistone, “simboli di sicurezza e protezione nei momenti di passaggio”. Scorgi una chiave dipinta, non abbastanza effimera per non farsi desiderare.

In Piazza dei Tribuni, siedi stanco in attesa dell’autobus o sopraffatto dall’allegoria del potere di Nicola Alessandrini? Al tuo fianco un enorme serpente rosa sfida un topo verde, anch’esso incredibile e grande. In conclusione, la Street Art al Quadraro è sorprendente.

Street Art al Quadraro: “Nido di vespe” in via Monte del Grano, di Lucamaleonte (2014)
“Nido di vespe”
Street Art al Quadraro: "The Buckingham Warrior" in Largo dei Quintili
“The Buckingham Warrior”
"Sans Title" in via dei Lentuli, di Zelda Bomba (2012)
“Sans Title”
"Senza Titolo" in via dei Pisoni, di Beau Stanton (2013)
“Senza Titolo”

Roberta Isceri

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