Percorsi e storie dalla Slovenia: itinerario di 4 giorni

Il fascino discreto della Slovenia si respira da subito, soprattutto se ci si permette il lusso di scoprirla fuori stagione.

Dopo aver trascorso 4 giorni tra Capodistria e la valle di Vipava, mi sento pronta a condividere con voi il mio fantastico e verdissimo itinerario sloveno!

Il fascino discreto della Slovenia

Per prima cosa, tengo a dirvi perché ho intitolato questo post “il fascino discreto della Slovenia”: la Slovenia è un paese delicato e introverso, che si svela con piacere a coloro che non si aspettano da subito grandi manifestazioni. Un po’ come succede con le persone: sono i timidi, spesso, a rivelare le sorprese migliori. Così è anche per i paesi.

Colline dolci, colori pastello, odori non invasivi, persone dal tocco lieve. Sorrisi accennati, risate che quasi esplodono nell’aria serena, confondendosi con il canto degli uccelli. E poi: architetture eleganti e locali graziosi, quasi pudici.

Partiamo da Capodistria, cugina minore (e molto più pulita) di Venezia.

Primo giorno: Capodistria

Tragitto su Google Maps da Mestre a Capodistria
Mestre-Capodistria
Donna seduta sul bordo della Fontana Da Ponte a Capodistria
Fontana Da Ponte

Il fascino discreto della Slovenia consiste prima di tutto nella sua pulizia: pensate che questo Paese ha vinto diversi premi, piazzandosi in pole position in Europa. E si vede non appena mettete piede in terra slovena.

Persino una città come Capodistria luccica, e io lo scopro subito.

Arrivata a Mestre in treno, vengo prelevata dal pulmino del mio amico Milan e portata nel principale porto del Paese: dal capoluogo veneto sono circa due ore.

Qui l’amore sa di sale, non solo per la presenza del mare ma anche per via delle vicine saline di Sicciole, risorsa preziosa del territorio.

Cosa vedere a Capodistria

Se avete a disposizione qualche ora, vi consiglio di partire da Piazza Tito e dai suoi tesori. Non solo il Duomo ma anche il Palazzo Pretorio, esempio lampante di Gotico veneziano. Ad avermi colpita, al suo interno, quella che era la farmacia (tutta in legno, con i cassetti un tempo pieni di erbe officinali) e la Sala del Consiglio Municipale, con banchi e sedie disposti in maniera circolare.

Vi consiglio anche di salire sul campanile: 204 scalini e, alla fine, una vista impareggiabile sul mare!

Dopodiché rilassatevi tra le vie della città.

Cose da non perdere a Capodistria:

  1. la Fontana Da Ponte (in piazza Prešeren);
  2. la casa dove nacque il pittore Carpaccio (nell’omonima piazza);
  3. il romantico lungomare, seguito da palme e locali. Fuori stagione è rigenerante, soprattutto al tramonto.

Camminando per Capodistria, inoltre, vedrete spesso le immagini di un sole antropomorfo: è lo stemma della città, in realtà evoluzione del volto di Medusa, cui – secondo la leggenda – si deve la fondazione di questo porto dell’Adriatico.

Peter Žudič è un ragazzo bravissimo, che potrà guidarvi nei meandri della storia anche in italiano. Scrivetegli: peter.zudic@koper.si

Dove mangiare e dormire intorno a Capodistria

  1. A Dekani, a un quarto d’ora da Capodistria, trovate il Restavracija Brič. Qui si mangia prevalentemente pesce, com’è giusto che sia, vista la sua vicinanza con il mare. Io ho provato il carpaccio di branzino con chicchi di melograno, miele e arancia, e la pasta fatta in casa al nero di seppia.
  2. Sempre a un quarto d’ora dalla città, a Črni Kal, c’è la Guest House Hiša Robida. Un b&b essenziale ma arredato con gusto dalla giovane coppia che lo gestisce. Fortunatamente è anche una trattoria: ho mangiato dell’ottima carne alla brace e una squisita polenta al rosmarino.
Stanza della Guest House Hiša Robida
Guest House Hiša Robida

Secondo giorno: e Žalec e Rogatec

Il fascino discreto della Slovenia: tragitto su Maps da Crni Kal a Rogaska Slatina
Tragitto

Žalec e la birra

Questo è il percorso che vi consiglio per il vostro secondo giorno in Slovenia. Da Capodistria sono circa un’ora e tre quarti di macchina.

Vi suggerisco di inoltrarvi nel verde sloveno, fino a Žalec: il fascino discreto della Slovenia si trova anche nella città della birra. Così l’ha voluta definire il sindaco nel 2016 e mai scelta fu più fortunata.

Da una città della birra vi aspettereste il caos (una sorta di Oktoberfest, vero?). Invece Žalec, quatta quatta, vi offre la sua specialità con garbo. A partire dalla Pivska Fontana, in Savinjska cesta: una fontana che ha 5 rubinetti da cui sgorgano altrettanti tipi di birra.

Io non bevo birra ma a Žalec ho fatto un’eccezione e persino gradito. La fontana, che apre ad aprile (hanno fatto uno strappo per noi blogger), consente un’esperienza più unica che rara.

Se volete saperne di più, non vi resta che visitare l’ecomuseo della coltivazione del luppolo e dell’industria della birra in Slovenia. Un luogo prezioso, in cui capire in maniera esperienziale storia e tecniche del cosiddetto oro verde.

A un certo punto, mi sono ritrovata a indossare degli occhiali 3D e a camminare virtualmente in mezzo ai coltivatori del tempo, appassionandomi alle loro vite. Una delle esperienze più divertenti che abbia mai fatto in un museo!

Il fascino discreto della Slovenia: Rogatec

Il fascino discreto della Slovenia: i tetti di Rogatec
Rogatec

Rogatec è un minuscolo paese delle fiabe. Tetti rossi, morbide colline e il castello Strmol, che domina tutto. Candido fuori, possente dentro, offre diverse possibilità al viaggiatore che arriva fin qui: potete ad esempio prendere parte a uno dei numerosi workshop che vi si svolgono. Io mi sono divertita moltissimo a soffiare il vetro e, a giorni, mi arriverà a casa un vasetto prodotto (quasi) interamente da me!

Ma per comprendere come vivevano gli abitanti di un tempo, si può anche imparare a maneggiare la creta, a fare borse o pantofole in rafia, a tessere con un vecchio telaio.

Un’altra chicca di Rogatec è l’Open Air Museum. Il fascino discreto della Slovenia consiste anche nel suo farsi conoscere lentamente attraverso esperienze interattive: in una delle capanne mi sono messa a preparare il pane insieme a una signora che parlava sloveno stretto.

Ho visto come vivevano i contadini, grazie ai piccoli letti e ai pochi aggeggi di cui erano dotate le case. Mi sono trovata all’interno di una drogheria colorata, in cui venivano vendute – un tempo – stoffe, caramelle, uova…

Insomma, vi ritroverete a camminare in un antico villaggio, divertendovi a immaginare altre vite.

Dove mangiare e dormire a Rogatec e dintorni

  1. Dovete andare al Gostišče Jutriša. I proprietari gestiscono anche un ristorante all’interno del castello di cui sopra. Per mangiare nel castello, però, bisogna prenotare in anticipo. Un’esperienza da non perdere, sia per lo splendido ambiente (arricchito da candelabri e stoviglie in cotto) che per il grosso bavaglio, utile a non sbrodolarsi con la deliziosa zuppa di ortiche e aglio selvatico. La gestione del Gostišče Jutriša, invece, è quotidiana e offre anche la possibilità di dormire.
  2. Atlantida Boutique Hotel, 5 stelle di Rogaška Slatina, paese che si può riassumere con il binomio “Slovenia terme”. A proposito di terme e benessere: l’Atlantida è dotato di una spa fantastica. Non dimenticherò mai la piscina blu cobalto e la sauna profumata con vista sul bosco. Ovviamente si può anche mangiare qui. Ed è quello che ho fatto io, troppo stanca per cercar altrove. Del resto, difficilmente vi verrà voglia di allontanarvi da questo albergo che – chissà perché – mi ricorda quello del film Grand Budapest Hotel.

Terzo giorno: il Green Karst e la valle di Vipava

Google Maps: percorso da Rogaska Slatina a Santa Croce di Aidussina
Percorso

Green Karst: il Carso verde

Questa è sicuramente una delle più belle zone della Slovenia. Il verde, come si intuisce dal nome, domina incontrastato. Mille le attività che si possono fare a contatto con la natura: visitare le Grotte di Postumia a bordo di un trenino, per esempio. Non solo Postumia, però: il Carso verde è pieno di grotte e una (Križna jama) può essere esplorata persino in canoa!

E poi gli orsi: nella zona ce ne sono circa 150 e andare alla loro ricerca insieme a un ranger è una delle cose più emozionanti che si possano fare.

Il Parco della Storia Militare di Pivka
Ragazza durante una esperienza di volo virtuale al Parco della Storia Militare di Pivka
Esperienza 3D al Parco della Storia Militare di Pivka

Interessantissimo e raggiungibile in poco più di due ore di auto da Rogaška Slatina (piano piano, si torna verso il mare). Il Parco della Storia Militare di Pivka è la testimonianza (all’avanguardia) di quanto successo tra queste montagne e non solo. Grazie agli armamenti e a mezzi possenti quali carri armati e aerei, si entra a contatto con la storia nazionale e internazionale.

Il fascino discreto della Slovenia lambisce anche queste pareti: organizzato divinamente, il museo permette di fare un volo virtuale con un caccia e di entrare nel sottomarino. Il tutto senza fare troppo rumore. In effetti, sembra proprio che la Slovenia punti alla sostanza, all’essenza, senza perdersi troppo in inutili rivoli.

Qui ho scoperto che il Paese divenne indipendente nel 1991, partecipando a una guerra di soli 10 giorni.

La Valle di Vipava

La valle di Vipava è una valle idilliaca, ricca di vigneti e sorgenti.

Idillio a Vipacco
Il fascino discreto della Slovenia: le acque trasparenti di Vipava
Vipava

Fermatevi a Vipava (in italiano Vipacco), delizioso paese che dà il nome all’omonimo fiume. Fatevi accarezzare dai rami che si piegano verso l’acqua e godetevi la sua atmosfera bucolica.

Io ci sono stata in un giorno di primavera caratterizzato dal sole tiepido e dai primi fiori della stagione: indimenticabile. Vi sfido anche a trovare l’albero da abbracciare. Gli abitanti, infatti, dicono che con questo gesto si fa scorta di energia positiva per un bel po’.

A Vipava e dintorni si beve rigorosamente vino. Ma di questo vi parlerò nel prossimo post.

Il fascino di Vipavski Križ (Santa Croce di Aidussina)

Altro borgo delizioso e quasi completamente rimesso a nuovo. Da vedere: il convento dei Cappuccini. Pochi i frati che lo abitano, mentre diversi sono i giovani sparsi per il paese: pare che Križ sia un centro famoso per i ritiri spirituali. Non è difficile capire il perché: è circondato dai monti, che peraltro lo proteggono dalle intemperie.

Il silenzio è assicurato e vi si respira spiritualità a ogni angolo. Se sarete fortunati, qualcuno si prenderà la briga di raccontarvi la storia di questo manipolo di case e chiese che gira intorno alla presenza dei francescani.

Dove mangiare e dormire tra Green Karst e valle di Vipava

  1. Ristorante Kantina Pivka: si trova all’interno del Parco della Storia Militare. Da assaggiare: la zuppa di fagioli. Vi sembrerà di avere la vostra giusta dose di rancio.
  2. Kmetija Barkola, a Draga. Metti una giovane coppia che produce vino, formaggi e salumi e una grande dose di gentilezza e accoglienza, e il successo è assicurato. Ovviamente non potevo non portarmi via uno dei loro favolosi formaggi!
  3. Guesthouse kmetija Toncevi, a Branik – Nova Gorica. Ideale per chi ama dormire in un posto sperduto, circondato solo da alberi. Un b&b diverso dal solito, in cui riposare nel silenzio totale e svegliarsi al canto degli uccelli.
  4. Theodosius Forest Village: ecco, questo sì che è un posto diverso! Le poche stanze sono casette sparse in un boschetto. Casette lussuose, sia chiaro. La più cara, comunque, costa 158 euro (ed è provvista di sauna). Da provare. Al suo interno, il Gostilna Theodosius, ristorante del glamping.
Il fascino discreto della Slovenia: il Theodosius Forest Village - casette viste dal basso
Theodosius Forest Village

Conclusioni. il fascino discreto della Slovenia

Com’è, dunque, questo Pese? E cosa mi ha colpito di più?

La Slovenia è molto bella e adatta a chi cerca una full immersion nella natura. Vi si trovano paesaggi da cartolina, vigneti, grotte e laghi idilliaci.

A colpirmi maggiormente è stata la pulizia: introvabile da noi (e non giustifichiamoci con il numero di abitanti). Sono rimasta colpita anche dalla gentilezza, che per me fa parte del fascino discreto della Slovenia. Una gentilezza pacata e un’accoglienza quasi all’antica.

I paesaggi sono incontaminati e si può mangiare e dormire non solo bene ma anche a prezzi contenuti.

Se optate per un itinerario di questo genere, vi consiglio di arrivare a Trieste o Venezia in aereo e di noleggiare un’auto con cui fare questo breve on the road. Nulla vi impedisce di arrivare anche in treno, come ho fatto io. O persino in macchina, se avete più tempo e vi piace guidare.

Naturalmente sto parlando agli abitanti del Centro e del Sud Italia ma anche a piemontesi e lombardi. Tutti gli altri hanno la Slovenia a due passi. E beati loro.

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2 risposte

  1. Quando ho visto che sei arrivata in treno a Mestre mi sono mangiata le mani, io abito a 10 minuti, sarei venuta a salutarti con il pupo di corsa!! ❤
    Mi è piaciuto molto questo tuo itinerario, per me la Slovenia è dietro l’angolo e quindi userò questi spunti per il futuro!
    Un abbraccio e ancora benvenuta Lollo!!

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