Vita milanese: hai poco tempo per farne incetta. Più o meno dalle 12 alle 15 (in mezzo un pranzo), ma non vuoi stressarti.
Ce la fai a visitare con calma una zona di Milano a te sconosciuta? Sì, se ti concedi uno spazio circoscritto, come Porta Nuova–Isola–Garibaldi. Tanto a venirti incontro ci sono gli efficienti mezzi pubblici milanesi.
Prendi il cosiddetto passante alla fermata di Porta Vittoria, direzione Moscova. Abituata alla folla romana, ti sconvolge il vuoto di questa stazione in piena ora di punta.
Vita milanese: le differenze con Roma
Treno (pardon: passante) pulito e in orario: i cartelloni sulla tua testa vincolano i mezzi alla puntualità. Poche fermate e sei a Moscova, zona Brera, nei pressi del quadrilatero della moda (Roma ti ha abituato alle grandi distanze, mentre Milano concentra aree differenti tra loro nel giro di pochi chilometri).
Milano: dove mangiare
Hai fame e voglia di cibo fusion (sì, a Milano si parla l’Esperanto). Un amico ti consiglia Temakinho, un ristorante brasiliano-giapponese pieno di piante, piastrelle colorate e gente (guai a non prenotare, anche per pranzo).
A dire il vero, ti mancano un po’ questi posti dal sapore internazionale che, diciamolo, sono in gran parte concentrati a Milano.
Ordini uno dei mille temaki &rolls e, nonostante la tua gastrite, una cheesecake al sapore di un dolcissimo frutto brasiliano di cui scordi presto il nome.
Esci dal ristorante con lo stomaco ulteriormente gonfio, ma estremamente soddisfatta. Adesso sono le 2.30: hai tempo per un caffè e una breve passeggiata.
Vita milanese: dove andare se si ha poco tempo
Corso Garibaldi
Imbocchi corso Garibaldi, in direzione di Porta Garibaldi, dietro la quale svetta una foresta di avveniristici grattacieli.
Tutto pullula di vita: negozi e caffè ai lati, una fontana in mezzo e costruzioni futuristiche di fronte. Ma anche file ordinate di biciclette, la casa di Fabrizio Corona e il cantante Mika in compagnia del suo agente (l’avevo detto che vicino c’era il quadrilatero della moda…).
Corso Como
Ora sei in corso Como, dove puoi vedere le nuvole che si specchiano sui vetri dei grattacieli, mentre pian piano ti addentri in quello che oggi è il cantiere più grande d’Europa.
Cammini su un lembo di cemento in mezzo a due laghetti, rischiando di inzupparti i piedi. Poco male: oggi fa un caldo incredibile.
Noti delle “trombe”, utilizzando le quali puoi parlare con le persone che camminano al piano inferiore. Ci sono anche dei lampioni che sembrano mazzi di fiori e tante sedie colorate che fanno un po’ asilo nido. C’è poi un felice negozio della Feltrinelli, che è anche ristorante.
Cammini a naso in su, chiedendoti se tutto questo ti piaccia o meno. E ti rispondi di sì, nonostante il tuo ideale di bellezza risieda nelle linee sinuose del Pantheon. Ma in Italia abbiamo bisogno anche di modernità.
Immagini come sarà questa zona, ancora poco popolata, durante l’Expo del 2015 e hai voglia di tornarci.
Adesso però sono le 15. Ti dirigi alla stazione di Porta Garibaldi, direzione Porta Vittoria. Milano è piena di porte.
Forse non sai che tornerai a Milano innumerevoli volte, ma sperimentata la sua vitalità, sai già che non potrai più farne a meno. Alla fine ti ritroverai a spuntare solo alcune delle infinite voci appartenenti alla lista delle “cose da fare” nel capoluogo lombardo. Perché Milano è giovinezza, futuro e innovazione, oltre che arte, cultura ed eventi.
Aggiornamento: questo post è stato scritto nel 2013. Inutile dire quanto, in più di dieci anni, la città si sia evoluta. Ogni volta che ci torno c’è qualcosa in più. Basti pensare al City Life. Ma a questo verrà dedicato, prima o poi, un articolo a parte.








