Arte e disabilità: un'opera colorata a Tor Bella Monaca

Arte e disabilità: un progetto speciale per Tor Bella Monaca

Abbiamo inaugurato il museo a ottobre del 2008, pochi giorni dopo una brutta aggressione nei confronti di un uomo di nazionalità cinese da parte di un gruppo di ragazzi giovanissimi del quartiere“. 
 
Maria Carosio, direttrice del Laboratorio Museo d’Arte Sperimentale realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio a Tor Bella Monaca, ti introduce in questa storia che vuole essere a lieto fine.
Bisognava dare una risposta alla perdita di senso di questi ragazzi, alla noia e alla violenza: per questo in poco tempo decidemmo di esporre una mostra dal titolo significativo ‘Sogno un mondo per tutti‘. Le opere di artisti disabili hanno iniziato a parlare di qualcosa di diverso ai ragazzi del quartiere“.
È venerdì pomeriggio e i ragazzi del Laboratorio Museo d’Arte Sperimentale si sono dati appuntamento in strada.
 
Li segui, diretti alla sede delle loro attività, in un ex lavatoio nel cortile tra i palazzi. Li chiamano disabili mentali, ma per te oggi non sono che artisti entusiasti nell’illustrare le loro opere.
 
Non ne conosci altri, di musei in grado di “fare parlare” il rapporto tra arte e disabilità, altrimenti quasi sempre ignorato.
 
Appena al di fuori del Gra, il Grande Raccordo Anulare, lungo la via Casilina, sei nella zona sud-ovest di Roma spesso nota alle cronache per i fatti di nera.
 
Cammini per via dell’Archeologia, una strada lunga e ampia. Massicce strutture di edilizia popolare ti sovrastano. “A Tor Bella Monaca si dice ‘andare a Roma’ invece di ‘andare in centro‘”, ti spiega Maria.

Intervista a Maria Carosio

Perché un laboratorio museo in periferia? Che rapporto c’è tra arte e disabilità?
 
L’idea di fondo è che la cultura e la bellezza in senso ampio possano cambiare nel profondo un quartiere, a partire dai più piccoli.
 
Abbiamo così realizzato un museo interattivo in grado di coinvolgere diverse realtà del quartiere. Un laboratorio, appunto, dove imparare tante cose anche divertendosi e lasciando spazio alla creatività. Serve a uscire dal vittimismo per quello che non va nel proprio quartiere o nella nostra città, per guardare al grande mondo e magari, perché no?, fare qualcosa per cambiarlo!
 
Come nasce questa esperienza? 
 
Nasce dall’amicizia ormai quarantennale della Comunità di Sant’Egidio con le persone disabili mentali. Così un vecchio lavatoio, luogo di una quotidianità faticosa, ma anche di socialità, ridiventa luogo dell’incontro.
 
Negli anni, grazie anche ai laboratori d’arte avviati in diversi luoghi della città, abbiamo sperimentato che l’arte poteva essere un canale comunicativo importantissimo per permettere anche a chi ha ridotte capacità verbali di esprimere a pieno i propri sentimenti”

L’arte relazionale

L’approccio è stato definito da Simonetta Lux, storica e critica d’arte contemporanea. Nasce sempre da un rapporto personale, da storie che s’intrecciano, dal dibattito e dal confronto con l’arte, la storia e l’attualità. La scoperta è stata sorprendente e spiazzante: emerge un pensiero originale, spesso anche ironico e tagliente, ma mai polemico

Puoi farci un esempio? 

“Le parole di Hirseyo Tuccimei, che non può parlare ma al computer, tramite il metodo della comunicazione aumentativa commenta così la sua opera appena realizzata:
 
Un gruppo di tele molto diverse.
Opposti colori
Verde e blu
Tanti colori tele diverse semplice quadro la crisi entrata anche nei cuori ma tutto può cambiare.
Piuttosto penso la crisi aumenta i critici esasperati iperastiosi e zero artistici della solidarietà che fanno ritratti tutti neri mentre sono altri a trovare difficoltà.
La crisi può cambiare i cuori perché i piccoli un potere hanno di europei confini abbattere e trovare speranza con eternamente in crisi popoli africani
Piuttosto conviene sperare per gli altri che amareggiarsi per sé.
 

Arte e disabilità: la mostra ‘Noi, l’Italia‘. 150 opere dedicate al presente e a quelli che ‘contano poco’ 

Un’occasione per comprendere come la crisi non sia solo un momento negativo per le nostre società, ma anche divenire occasione di cambiamento e di progresso. Come diceva Albert Einstein: ‘La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone ed interi paesi, perché è proprio la crisi a portare il progresso. E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le grandi strategie!’
 
C’è molta attualità nel tema “arte e disabilità”. Ora lavorate sul tema della vecchiaia. Perché?
 
La vecchiaia è la grande questione del nostro tempo, su cui anche Papa Francesco è tornato più volte parlando della cultura dello scarto, riferendosi al dramma degli anziani in istituto. Vogliamo continuare a coinvolgere i ragazzi delle scuole anche su questo nuovo percorso: sicuramente l’incontro tra le generazioni, memoria e futuro, sarà fecondo!”
 
Per visitare il laboratorio-museo a Tor Bella Monaca, contattare Massimiliano Umani al numero 347.5917910 oppure la direttrice Maria Carosio, al numero 349.4622163 o per e-mail mariacarosio@yahoo.com
Arte e disabilità: palazzo a Tor Bella Monaca

Roberta Isceri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Don`t copy text!