Arrabbiato? D’inverno a Capocotta, quando la spiaggia è abbagliata dal sole

Il mare visto da dietro una grata di legno
Capocotta d’inverno, oggi gelida e abbagliata dal sole. 
“Nun te reggae più” di Rino Gaetano ti introduce a questo viaggio tra il vento, la sabbia e il sale.
“Ue paisà – il bricolage – il quindicidiciotto – il prosciutto cotto – il quarantotto – il sessantotto – il pitrentotto – sulla spiaggia di Capocotta”… 
  

Capocotta beach: nella riserva naturale Litorale romano

Sei nella riserva naturale Litorale romano, per anni preclusa al pubblico per via di una recinzione, se non fosse stato per la presenza di alcuni varchi (cosiddetti “buchi”). A pochi chilometri dalla Tenuta del Presidente, quindi.
La spiaggia dove sbarcò l’eroe Enea in fuga da Troia, ai più nota per le dune e per la frequentazione dei naturisti e degli hippie fin dagli anni settanta.
Oggi, però, nulla attorno a te ha i colori e la leggerezza dell’estate. Ti stringi tra i tuoi tessuti per difenderti, tu sai da cosa. E un pensiero: “Nun te reggae più”.

In polemica con l’Italia nera e perbenista del dopo guerra, “Nun te reggae più” cantava Gaetano più di trenta anni fa, ancora oggi cantata perché percepita attuale o perché certi fatti non passano mai e anzi, sono proprio parole come queste a perpetuarne il ricordo.
Chi saprebbe altrimenti della bella Wilma Montesi trovata morta a metà ’50 su questa riva e dello scandalo politico che ne seguì? Neppure questa parte di mondo è immune alla storia e ai suoi nodi irrisolti.
Altalena con corde attorcigliate sulla spiaggia di Capocotta
Guardi oltre. Orme di cavalli sulla sabbia quasi fossero via lattea o in fuga per la catarsi…
 
Di fronte ai tavolini deserti di uno stabilimento, il mare. Là il sole va a calare.
 
Capocotta, la spiaggia di Pasolini. In altre parole, quella in cui osservare corpi nudi e vestiti fianco a fianco e personaggi dalle fattezze cinematografiche.
Capocotta potrebbe benissimo essere il set di un film di Fellini o – per rimanere in questi anni – di Almodovar. Basta andarci una volta per scoprire che non si tratta di una spiaggia come le altre.

Roberta Isceri

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