C’è qualcosa al mondo che rigenera più della natura? Te lo chiedi mentre, stressata per mille motivi, entri a Villa Torlonia dalla parte di Via Nomentana.
Sono le palme al vento che suscitano la tua domanda, la cui risposta è più che scontata.
Villa Torlonia: musei e giardino
Non sapevi che il capostipite della nobile famiglia romana fosse un francese, quel Marin Tourlonias il cui cognome venne poi italianizzato.
Vieni a sapere che il suo prestigio nacque nel momento in cui il cardinale presso cui lavorava come cameriere, essendo divenuto suo amico intimo, gli lasciò una parte cospicua di eredità.
Ed è a questa somma di denaro e ad altre abilità dell’inserviente che oggi dobbiamo la bellezza rilassante di questo parco.
I Torlonia divennero sarti di un certo livello e aprirono bottega nientemeno che a Piazza di Spagna. Ma Marin fece fortuna soprattutto grazie ai prestiti che elargiva e che, quando non potevano essere onorati attraverso il denaro, si trasformavano in lasciti immobiliari e titoli nobiliari.
Ma arriviamo a Giovanni, nipote di Marin: è a lui, principe dai gusti alquanto singolari, che devi il Tempio di Saturno, in perfetto stile neoclassico, ora adombrato da nuvoloni carichi di pioggia.
Ti dirigi verso il cosiddetto Villaggio Medievale, dominato dalla Casina delle Civette, voluta da Giovanni Torlonia il Giovane. Come lui, anche tu ami gufi e civette, che non sapevi essere simboli esoterici.
In alcune zone d’Italia si pensava a loro (e si pensa ancora, in alcuni casi) come a portatrici di sfortuna. Il perché è presto detto: quando, nelle campagne, si vegliava il defunto di notte, le civette si avvicinavano alla casa attirati dalla luce facendo il loro verso.
Il cielo è sempre più scuro e tu ti godi lo stile Liberty di cui Villa Torlonia è ricca.
La casina delle civette
Appena entri, scopri che la casa è dominata dalla mostra di un’artista concettuale, Antonia Ciampi. Come spiegare altrimenti quella sedia, con quel cuscino pieno di scritte e un bastone a simboleggiare la presenza sempre viva dell’antico proprietario?
Ma lo stress scompare del tutto quando entri in una delle stanze e il tuo passo attiva magicamente le note della Tosca, che ti fanno struggere di malinconia. Sei felice di scoprire che l’arte è ancora in grado di smuoverti dal profondo e che ogni sensazione fastidiosa, come lo stress di prima, si dissolve sotto le sue magiche ali.
C’è una gabbia lì accanto, forse a simboleggiare una (tua) liberazione?
Non sapevi nemmeno che la Casina delle Civette fosse la sede del Museo della Vetrata, unico nel suo genere.
Ti senti una novella Pollyanna mentre insegui gli innumerevoli arcobaleni creati dai colori Liberty di Villa Torlonia.
Adesso vai, col medesimo biglietto di prima, nella villa vera e propria, quella dove visse anche Mussolini. E scopri un lusso estremo, da far brillare gli occhi.
Rimani senza parole di fronte agli affreschi del bagno…
…o preferisci forse la sala dei ricevimenti, i cui lampadari di cristallo pendono sul pavimento marmoreo?
O il corridoio bianco come la neve?
Visiti la stanza del Duce e poi quella di Donna Rachele. Sì, i coniugi dormivano separati. E chissà se tanto lusso riuscisse ad attenuarne la solitudine notturna…
Di sicuro la bellezza, oggi, è stata l’antidoto giusto per te.









