Due settimane in Sri Lanka: consigli di viaggio

Cosa vedere in Sri Lanka: siete in tanti ad avermelo chiesto e vi prometto che vi suggerirò quello che poi si è rivelato un itinerario perfetto.

Ma cosa vedere in Sri Lanka può anche essere una domanda/risposta riduttiva. Perché nella lacrima dell’India (chiamata così per la sua forma e posizione) è il cuore a parlare. Non c’è angolo in cui – se nella giusta disposizione d’animo – il petto non sussulti.

Ecco perché preferisco partire con un post dedicato ai consigli utili, riservandomi per un altro momento tutto ciò che ha colpito i miei sensi.

Come ho scritto nell’articolo precedente, lo Sri Lanka è anche l’isola delle farfalle. I motivi per definirlo così sono tre: la forma (sembra un’ala. Ma quante ne assume questa piccola isola dell’Oceano Indiano?), la quantità dei magnifici insetti e quelle sensazioni strane che si sentono nello stomaco quando un viaggio si rivela essere giusto.

Sri Lanka consigli di viaggio: Galle Face Green
Il Galle Face Green di Colombo
Ragazza che cammina al Galle Fort, in Sri Lanka
Al Galle Fort
Sri Lanka consigli di viaggio: mucca che bruca lerba
Mucca che bruca a Ella

Sri Lanka: i miei consigli

Il viaggio

Io e F. abbiamo volato con Qatar Airways + Srilankan Airlines. Il velivolo della seconda compagnia era – come dire? – un po’ vintage e sporco, e questo è stato il primo vero impatto con lo Sri Lanka. [A chi mi ha chiesto informazioni circa le condizioni igieniche: gli standard non sono europei. Non mancano i rifiuti sulla spiaggia e ai lati delle strade, e il mare non è pulito ovunque; stessa cosa per quanto riguarda guesthouse e resort: non sempre tende, pavimenti e coperte saranno esattamente lindi. Comunque nulla di inaccettabile, almeno per quanto mi riguarda].

Ricordatevi il visto: prima di partire, mi era stato sconsigliato di farlo in aeroporto, per via della lunga attesa. Basta fare l’online visa application.

Itinerario di due settimane

Sabato 10 agosto: volo Roma – Colombo (con cambio a Doha)

Domenica 11 agosto: Colombo

Lunedì 12 agosto: Colombo – Galle

Martedì 13 agosto: Galle – Ella. Pit stop a Mirissa

Mercoledì 14 agosto: Ella

Giovedì 15 agosto: Ella –Kandy. Pit stop a Nuwara Eliya

Venerdì 16 agosto: Kandy – Sigiriya

Sabato 17 agosto: Sigiriya

Domenica 18 agosto: Sigiriya – Nilaveli. Pit stop a Polonnaruwa

Lunedì 19 agosto: Nilaveli

Martedì 20 agosto: Nilaveli

Mercoledì 21 agosto: Nilaveli

Giovedì 22 agosto: Nilaveli – Negombo

Venerdì 23 agosto: volo per Roma

Sri Lanka. consigli di viaggio. Ragazza sul treno da Ella a Nuwara Eliya
Treno da Ella a Nuwara Eliya
Statua del Buddha in Sri Lanka
Statua del Buddha
Elefante vestito a festa a Kandy
Elefante di Kandy
Scimmia seduta su un cornicione a Sigiriya
Una scimmia
Donne vestite di bianco a Polonnaruwa
Donne buddiste a Polonnaruwa

Come muoversi in Sri Lanka: consigli di viaggio

È avvenuto tutto per caso. Una volta in aeroporto, siamo usciti per prendere un taxi, direzione albergo. Ci è capitato, senza che ce ne accorgessimo, un abusivo.

Scenata: stavamo per salire sull’auto, quando un poliziotto ha cominciato a fischiare all’impazzata. Abbiamo rischiato di perdere i nostri bagagli, che erano baule del finto tassista, che si sarebbe dato alla macchia se il tutore della legge non lo avesse afferrato per un braccio dal finestrino aperto.

Fortunatamente, siamo riusciti a riprendere le valige e a salire su un taxi vero. Ricordo poco della tratta aeroporto – albergo, perché ho dormito saporitamente. Entrata in camera, però, mi sono accorta di non avere il telefonino con me. Dove poteva essere? Ho fatto subito chiamare l’autista (che – fortunatamente – ci aveva lasciato il numero: avrebbe voluto farci da driver lungo lo Sri Lanka ma noi avevamo rifiutato).

Ebbene, Anura – così si chiama – è tornato indietro a portarci il telefonino, che mentre dormivo era caduto tra i sedili. A quel punto, è scoccata la scintilla: questo mite 45enne ci avrebbe accompagnati per tutto il viaggio, suggerendoci cosa vedere in Sri Lanka oltre a quanto programmato.

Contattate un autista con licenza. Io vi consiglio caldamente quello che ha accompagnato noi (ditegli di Roberta e Francesco):

  • Nome: Anura Sangeewa
  • Compagnia: Ashen Travels & Tours
  • Numeri di telefono: + 94 0766474540/ + 94 0771471980

Dovrete contrattare un po’, ma considerate 50 euro al giorno, che includeranno le spese di vitto e alloggio per lui, più qualche extra.

Avere un driver fa la differenza: si aiutano le persone del posto, si ha un contatto umano vero, si risparmia tempo.

I treni, invece, sono lenti: se non avete molto tempo a disposizione, scegliete di fare solo una breve tratta. Noi abbiamo viaggiato da Ella a Nuwara Eliya ma ve ne parlerò in un altro articolo.

Per quanto riguarda le città e i paesi: muovetevi in tuk tuk e, possibilmente, sceglietene uno con la targa del taxi.

Sri Lanka consigli di viaggio: tramonto a Trincomalee
Tramonto a Trincomalee
Spiaggia di Negombo al crepuscolo
La spiaggia di Negombo
Famiglia srilankese
Neonato con la testa ricoperta di zafferano portafortuna)
Sri Lanka consigli: persone al mercato
Al mercato
Bambina che si arrampica su un albero
Bambina che raccoglie guava
Raccoglitrice di tè in Sri Lanka
Donna srilankese di spalle
Persone di fronte al Nine Arch Bridge
Srilankesi al Nine Arch Bridge

Il cibo in Sri Lanka

La cucina dello Sri Lanka è piuttosto ripetitiva e bisogna essere appassionati di spezie e peperoncini per apprezzarla a fondo.

Il piatto nazionale è il rice and curry. Inutile dire che il riso è di ottima di qualità: l’isola è ricchissima di coltivazioni di questo cereale. Il mio preferito? Quello rosso, a quanto pare anche più sano.

Quando ordinerete rice and curry, vi porteranno un piatto di riso e delle ciotoline a parte, ciascuna riempita con un intingolo non immediatamente comprensibile. State attenti ai peperoncini, perché alcuni piccano di brutto. Solitamente, però, nei ristoranti turistici limitano la loro presenza.

I curry (con questa parola si intende il particolare mix di spezie) sono di diversi tipi, alcuni a base di lenticchie e cocco, altri con melanzane, zucca, patate, jackfruit. L’importante è degustare: una srilankese mi ha rimproverata per aver messo tutti gli ingredienti nel piatto senza la minima cura. Va fatto piano: prima ci si serve un po’ di riso, poi si aggiunge una piccola parte di condimento, poi ancora un po’ di riso e così via.

Il riso è l’accompagnamento principe di ogni piatto, anche a colazione. Difficile sfuggirgli. Così, quando ordinerete un devilled (gli ingenui come me crederanno di mangiare qualcosa di molto diverso), sappiate che vi ritroverete di fronte carne o pesci molto speziati. Accompagnati dal riso.

Un altro piatto è il kottu roti, pane fritto tagliato a pezzi e mescolato con carne o verdure, a vostra scelta. Potete anche ordinarlo in versione crepe.

Molto buoni i samosa, sorta di calzoncini croccanti ripieni di condimenti speziati.

A colazione vi serviranno spesso hopper con uova, sottili ciotole di farina di riso con uovo fritto al centro e spezie. Non mancheranno i dolci, primi tra tutti i pancake alla banana o al cocco. Ottimi!

Arriviamo ai dessert: i primi giorni ho mangiato solo wattalappam, sorta di budino a base di latte di cocco, cardamomo, uova, zucchero di palma. Poi ho variato con il curd, yogurt di bufala condito con sciroppo di kitul, una buonissima melassa.

Infine la frutta, il punto forte di tutta l’isola: abbondano i king cocunut tutti da bere e da spolpare, così come i manghi, le papaya, gli avocado, le bananine e decine di altri frutti che da noi non hanno un nome. I succhi sono divini!

La bevanda nazionale è il tè, ma io non sono un’amante del genere. Posso solo dirvi che la zona perfetta in cui berne di ottimi è la Hill Country (Ella, per intenderci).

Il caffè è quello che è e pochi bar fanno l’espresso.

Bicchiere con succo di frutta e frutto della passione
La bontà!
Rice and curry
Cena tipica a base di rice and curry

Salute e sicurezza in Sri Lanka

Lo Sri Lanka è un paese sicuro dal punto di vista della criminalità. Anura ci ha detto che chi osa toccare un turista si fa cinque anni di carcere. Questo non significa non prendere precauzioni: le donne che viaggiano da sole, per esempio, devono stare attente, perché sono stati registrati dei casi di molestia, soprattutto a nord. Ma questo vale ovunque, quando si viaggia.

Per quanto riguarda la salute, sono consigliati soprattutto i seguenti vaccini: epatite A e tifo. Io non li ho fatti, ma perché la mia dottoressa mi ha detto che i rischi sono sopravvalutati per quanto riguarda lo Sri Lanka. Ad ogni modo, non mi sento di dare consigli in tal senso.

Accortezze: non bisogna bere acqua da rubinetto né acqua con il ghiaccio: chiedetelo espressamente in bar e ristoranti. Per maggiore sicurezza, domandate se viene utilizzata l’acqua filtered o meno. Molte strutture, infatti, si sono attrezzate per gli stranieri.

Sarebbe meglio mangiare frutta sbucciata davanti a voi e verdura cotta, ma ammetto di non aver sempre rispettato queste precauzioni, forse perché non ho frequentato “i peggiori bar di Caracas”.

Per quanto riguarda i problemi intestinali, io non ne ho avuti. Certo, la pancia gonfia non è mancata ma, a parte una sola volta (in cui ho probabilmente esagerato con un intingolo a base di cocco), non ho avuto alcun problema.

Non buttate frutta fresca ai lati della strada, soprattutto il cocco: pare che aumenti il rischio di dengue per popolazione e viaggiatori. L’acquetta che si crea, infatti, è un invito a nozze per le zanzare.

Portatevi dietro un Autan Tropical per maggiore sicurezza.

Soldi

In Sri Lanka hanno la rupia, che equivale a 0,0050 euro.

Si può ritirare ovunque nelle città e sulle strade che collegano un paese all’altro.

Si spende poco sia per dormire che per mangiare, ma attenzione: troverete tante persone che tenteranno di farvi da guide. Inizialmente potreste non accorgervi della richiesta di soldi celata dietro alla gentilezza. Alcuni, addirittura, dicono sin da subito: “I don’t want money”. In realtà, ti mettono sempre nella condizione di pagare, non foss’altro che per gratitudine.

Persino alcuni monaci potrebbero rivelarsi “uomini d’affari”. Non accettate mai di pagare quando c’è la religione di mezzo, al di fuori degli ingressi previsti e del guardaroba (dovete sempre lasciare le scarpe fuori dai luoghi sacri). E a proposito di ingressi: rimarrete spesso male, perché gli srilankesi non pagano o pagano molto meno per visitare alcuni monumenti, mentre a voi toccano cifre abbastanza alte, come a Sigiriya…

Quando andare in Sri Lanka

A seconda dei monsoni: in generale, da dicembre a marzo a occidente, a sud e sulle montagne. Da maggio a settembre sulla costa orientale.

Per mia fortuna, anche nelle zone toccate dal monsone, non ho trovato molta pioggia.

Conclusioni

Con questo articolo, ho voluto rispondere a tutte le domande che mi sono arrivate riguardo l’organizzazione, i rischi e via discorrendo. Ma è solo un antipasto: dopo il primo post totalmente emozionale e questo, prevalentemente pratico, vi aspetta il resoconto del mio meraviglioso itinerario.

Come si dice da voi? Stay tuned 😉

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6 risposte

  1. Super interessante, in particolare per il tema igiene e sicurezza su cui non sapevo molto.
    Ti posso fare una domanda? Io purtroppo da anni non posso mangiare speziato perché poi sto malissimo.. secondo te morirei di fame ???? o si trova comunque qualcosa?
    Grazie e un bacione!

    1. Oddio Silvia, mi ero persa il tuo commento!! Ehm… In Sri Lanka si mangia mooolto speziato. Dovresti chiedere ogni volta di condire poco il tuo riso. Oppure dovresti andare avanti a sandwich e cose così. Comunque qualcosa si trova sempre.

  2. Lo Sri Lanka è un Paese che incuriosisce molto sia me che mia mamma, infatti già da alcuni anni stiamo prendendo in considerazione l’idea di regalarci un viaggio nella “lacrima dell’India. Come periodo, però, pensavamo all’inverno, nello specifico al mese di febbraio e se possibile stare via ben 20 giorni. Intanto ti ringrazio per questi preziosi consigli 🙂

  3. Io prima del mio viaggio avevo contattato un’agenzia locale. Costruirono l’itinerario sulle mie esigenze e scelte alternando notti in hotel a notti in guest house con un autista sempre con noi. Grazie a lui ho vissuto esperienze fuori dall’itinerario e mi sono innamorata di una terra che all’epoca era davvero poco conosciuta!

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